martedì 22 novembre 2011

15a Tappa: Country roads

Berat - Gjirokaster
Distanza: 146 km
Durata: 6 ore e 47
Media: 21,6

http://www.youtube.com/watch?v=oN86d0CdgHQ

Ghe n'ho i cojoni pieni de sti busiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Ma porco cane! Basta! BASTAAAAAAA! Le country roads albanesi sono peggio dell'emmental, peggio del braccio di un eroinomane! Allora, già parto con l'idea che dovrò farmi 150 km, se poi la strada mi si presenta così divento matto. Allora, i primi km sono anche carini, sono gli ultimi che avevo fatto il giorno prima, e incredibilemente il deragliatore si è messo a posto da solo (o i folletti dei boschi di Berat hanno fatto il loro lavoro), ma il tratto che va da Poshnje a Patos è una montagna russa, un percorso di guerra, tra paesi bloccati dal mercato dei tacchini, alle pecore che mi attraversano la strada, i maledetti autisti che mi suonano da dietro perchè vogliono passare, e le voragini che si aprono nel suolo, alle quali si aggiungono delle piccole puntarette che spezzano un ritmo di per se già spezzato. La prima ora e mezza passa tutta così, ma poi rientrando nella strada principale la situazione migliora, anche se non è che la strada sia bella, anzi. Passano i km ed arrivo a Ballsh: tempo per rifornire la borraccia di acqua! I gentili albanesi mi accolgono bene e mi invitano al tavolo a bere Raki, e vabbè non si può dire di no! Tra l'altro era buonissimo, ma poi quando vedono che apprezzome me ne vogliono offire ancora, eh no, meglio di no, sennò poi come pedalo?? Comunque il Raki mi deve aver dato qualche miracolosa forza, perchè poi non ho avuto fame se non alle tre e mezza (normalmente a mezzogiorno già muoio di fame). Da Ballsh la strada putroppo comincia a salire e scendere, sembra di essere ritornati in Croazia, però almeno la fatica è ricompensata da dei bei paesaggi: tra l'altro in zona ci deve essere del petrolio, ci sono un sacco di torrette per l'estrazione, anche se quasi tutte non lavoravano. Dopo venti km di saliscendi comincia l'incubo. Lo sterrato. Le strade dissestate, in costruzione. Se mi ero lamentato delle strade della prima parte di viaggio è perchè non sapevo a cosa andavo incontro. Praticamente stanno facendo una nuova strada, una bella strada, che unirà il sud con il nord, roba seria, ben fatta, però è bella a tratti, si alternano 3 km di strada asfaltata e liscia ad altri 3 di sterrato, con pietre e ghiaia che mi facevano andare avanti al ritmo di una tartaruga zoppa, roba che non potevo godermi neanche le discese. Terribile, non finiva più... Il peggio è tra Memaliaj e Tepelene, sette km fatti in 40 minuti: nonostante ciò, ho apprezzato i monti che facevano da cornice, almeno me li sono goduti lentamente. Da Tepelene in poi però è il paradiso, la valle si allarga e la strada è una strada con la S maiuscola, ma li sono io che ormai non ce la faccio più: faccio fatica a tenere i 26 in piano, ormai ho la schiena indolenzita da tutti gli sbattimenti e le gambe sentono le due settimane di pedalate continue: ma il traguardo è a vista d'occhio e raggiungo la città di Gjirokaster una mezz'oretta prima che cada l'oscurità. Stanco morto vengo accolto dal mio couchsurfer, che in verità non mi ospita ma mi invia da due suoi amici (che non parlano nient'altro che albanese), non dopo una deliziosa (ma tutto avrebbe potuto essere delizioso, anche un pesce!) cioccolata calda con panna. Serata passata a guardare (con gli occhi mezzi chiusi) un programma albanese comico, da me compreso perfettamente, chiaro. La stanchezza è tanta, e allora arriva la decisione: mi fermo! Per un giorno ovviamente, pausa tecnica per riprendere le energie e per fare il turista a piedi, anche perchè Gjirokaster è in teoria la più bella città albanese, e non l'avevo ancora visitata! E quindi pausa! Hasta luego!

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