http://www.youtube.com/watch?v=sm-Vh3j8sys
http://www.youtube.com/watch?v=fB8w4h1_na8
Il rientro... Lungo assai: partenza alle 23 da Durazzo, arrivo ore 8:15 a Bari (dormita colossale).
A Bari subito in stazione: non esistono treni per Verona con trasporto bici, se non con quindicimila cambi con treni regionali. E allora vai in un negozio di bici a spendere 45 euro per una sacca maledetta (che mi servirà in futuro almeno) e via con il treno delle 11:15, dopo una rapida visita a Bari (memorabile la Puccia con cotoletta ad 1 euro, il caffè a 60 centesimi e tre palline di gelato con panna a 2 euro). In cabina un albanese, ovviamente! Lunghissimo il viaggio fino a Bologna, reso più allegro con l'entrata in cabina di una simpatica leccese in partenza per il Senegal. A Bologna cambio per Verona, e sul treno faccio il meccanico, rimontando la bicicletta in un microclima subsahariano (ma perchè tenere il riscaldamento a 30 gradi? Per i nostalgici delle Maldive?). Arrivo a Verona ore 21. Il viaggio è finito, saluto rapido ai ragazzi della Ronda e poi casa. Ed anche questa è finita! Ma siamo già a organizzare il prossimo viaggio! Dove??? Si accettano suggerimenti! Bye bye
(ps: scrivere questo blog è stata una sofferenza inaudita! l'ho fatto solo per voi fan ed ammiratrici!)
sabato 26 novembre 2011
18a Tappa: The end of the road
Valona - Durazzo
Distanza: 115 km
Durata: 5 ore e 9 minuti
Media: 22,3
http://www.youtube.com/watch?v=nttU4KbcC-A
The end of the road, l'ultima tappa. Un po' felice, perchè le gambe sono stanche, ma anche triste, perchè un altro viaggio sta per terminare. La giornata comincia come il viaggio era iniziato, con la pioggia. Ma ormai non me ne importa niente, davanti a me c'è solo pianura, e dovrò fare attenzione solo ai tacchini che attraversano la strada e ai camion che mi passano vicini in autostrada. In parte vero, perchè l'inizio tappa è collinoso (e che palle!), ma solo per qualche km, e ovviamente il manto stradale è abbastanza penoso, ma non importa, sono alla fine e vedo il traguardo a poche decine di km! Le mie gambe non girano, la tappa del giorno mi ha proprio sfiancato, e non mi fermo neanche a vedere le rovine di Apollonia, troppo rischio pioggia, e 20 km in più non li faccio... E così, pian pianino, arrivo a Durazzo, l'arrivo. Ho ancora un po' di lek da spendere, e nelle tre ore che mi dividono dall'incontro con il mio couchsufer mi fiondo in pasticcerie, fast food e panifici (dopo aver visitato il piccolo centro storico, dotato di un notevole teatro romano, un po' lasciato al degrado). Al porto mi informo, e la prima nave per l'Italia è alle 23: aggiudicata! Mi dispiace per il mio couchsurfer, ma non potrà avere l'onore di ospitarmi questa notte! Nonostante ciò, mi faccio una bella doccia a casa sua, chiacchiero un po' (c'è anche una couchsurfer olandese) e facciamo una piccola jam sassion blues, lui alla chitarra e io... alla batteria! Ahahah, che roba, una vergogna per tutti i batteristi! Suonare tre canzoni è stato assai sfiancante, non ci sono proprio abituato a stare su questo strumento infernale eheh... Nell'attesa della nave mi do nuovamente al cibo (modello criceto, con le guance piene di alimenti di vario genere). Ore 23, assicuro la bicicletta alle sbarre della nave dell'Abanian Ferry e partenza per l'Italia! Au revoir Albania! Ci rivediamo quando farà più caldo!
Appunti di viaggio sull'Albania:
- ci sono tantissimi tacchini;
- ma ci sono anche tante capre e pecore;
- le strade fanno schifo, anche se le principali le stanno ricostruendo;
- c'è molta pianura, diversamente da quanto pensavo;
- la gente è molto ospitale e cerca sempre di aiutarti;
- ci sono un sacco di bar (veramente tanti!), pasticcerie (e tutte deliziose), gommisti (posso capire perchè) e posti dove lavano le macchine (anche questo lo posso capire);
- le ragazze più belle sono a Shkoder.
Distanza: 115 km
Durata: 5 ore e 9 minuti
Media: 22,3
http://www.youtube.com/watch?v=nttU4KbcC-A
The end of the road, l'ultima tappa. Un po' felice, perchè le gambe sono stanche, ma anche triste, perchè un altro viaggio sta per terminare. La giornata comincia come il viaggio era iniziato, con la pioggia. Ma ormai non me ne importa niente, davanti a me c'è solo pianura, e dovrò fare attenzione solo ai tacchini che attraversano la strada e ai camion che mi passano vicini in autostrada. In parte vero, perchè l'inizio tappa è collinoso (e che palle!), ma solo per qualche km, e ovviamente il manto stradale è abbastanza penoso, ma non importa, sono alla fine e vedo il traguardo a poche decine di km! Le mie gambe non girano, la tappa del giorno mi ha proprio sfiancato, e non mi fermo neanche a vedere le rovine di Apollonia, troppo rischio pioggia, e 20 km in più non li faccio... E così, pian pianino, arrivo a Durazzo, l'arrivo. Ho ancora un po' di lek da spendere, e nelle tre ore che mi dividono dall'incontro con il mio couchsufer mi fiondo in pasticcerie, fast food e panifici (dopo aver visitato il piccolo centro storico, dotato di un notevole teatro romano, un po' lasciato al degrado). Al porto mi informo, e la prima nave per l'Italia è alle 23: aggiudicata! Mi dispiace per il mio couchsurfer, ma non potrà avere l'onore di ospitarmi questa notte! Nonostante ciò, mi faccio una bella doccia a casa sua, chiacchiero un po' (c'è anche una couchsurfer olandese) e facciamo una piccola jam sassion blues, lui alla chitarra e io... alla batteria! Ahahah, che roba, una vergogna per tutti i batteristi! Suonare tre canzoni è stato assai sfiancante, non ci sono proprio abituato a stare su questo strumento infernale eheh... Nell'attesa della nave mi do nuovamente al cibo (modello criceto, con le guance piene di alimenti di vario genere). Ore 23, assicuro la bicicletta alle sbarre della nave dell'Abanian Ferry e partenza per l'Italia! Au revoir Albania! Ci rivediamo quando farà più caldo!
Appunti di viaggio sull'Albania:
- ci sono tantissimi tacchini;
- ma ci sono anche tante capre e pecore;
- le strade fanno schifo, anche se le principali le stanno ricostruendo;
- c'è molta pianura, diversamente da quanto pensavo;
- la gente è molto ospitale e cerca sempre di aiutarti;
- ci sono un sacco di bar (veramente tanti!), pasticcerie (e tutte deliziose), gommisti (posso capire perchè) e posti dove lavano le macchine (anche questo lo posso capire);
- le ragazze più belle sono a Shkoder.
17a Tappa: Mountains
Saranda - Valona
Distanza: 127 km
Durata: 6 ore e 33 minuti
Media: 19,4
http://www.youtube.com/watch?v=qL1xDNrYTSo
Eccola la tappa più temuta, la tappa con La Montagna. Beh, in fin dei conti non è che sia una montagna così alta, il passo Llogara è a 1050 metri (tipo Velo), ma considerando tutti i km macinati nelle due settimane precedenti prevedevo una certa difficoltà nell'affrontarla. E così in effetti è stato. Dopo la pioggia del giorno precedente ero assai preoccupato per la tappa odierna, ma il Dio della pioggia mi ha graziato con una giornata nuvolosa ma non umida, e anzi abbastanza calda. Da Saranda alla Montagna però la vita non è semplice, è tutto un saliscendi. E non sono le collinette della costa croata (anche quelle comunque abbastanza rompiballe), ma veri e propri muri di 500 metri, con pendenze che sono arrivate anche ad avvicinarsi al 15% (beh, sui cartelli c'era scritto 10%, ma in Albania esiste solo quel cartello, anche quando è 6% lo mettono, ma quando è un 15% putroppo lo riconosco). E non una sola salita, ma tre-quattro! Il problema è che ogni volta che arrivavo alla cima della collina mi dicevo "beh, ho fatto 400-500 metri di salita, ora per la montagna me ne rimangono altri 600 e basta!". E invece no! Perchè la discesa mi riportava ogni volta sulla costa... Uff che fatica, ma bisognava andare avanti... Mi sono fermato anche a mangiare la pasta che mi ero preparato il giorno prima, si sa mai che il carburante carboidratico dia più forza (tra l'altro, l'ho magiata in maniera proprio suina: non avendo forchetta e tapper, l'avevo buttata tutta in un sacchetto - tipo spazzatura - e la mangiavo mettendo la faccia dentro, viva l'eleganza!). La fatica comunque era ripagata dal bel panorama, la costa vista dall'alto è proprio bella, peccato solo per la giornata un nuvolosa, con il sole dev'essere stupenda! Dopo qualche km arrivo al paese prima della montagna, e chi incrocio in macchina? Il francese, Francois, che avevo incontrato in Croazia, che si faceva il viaggio a piedi ed autostop fino a Gerusalemme, ahahah! E la Montagna apparve: la visione della strada che la tagliava, pochi tornanti e strada dritta, vegetazione pressochè inesistente ed un vento che in zona sembrava più forte non era per niente rassicurante. Arrivare al passo è stata un'agonia, avanzavo ad una media dei 10 all'ora, senza alcun tratto che potesse regalarmi un po' di respiro, salita costante ed assassina, che magari in condizioni normali avrei affrontato anche senza troppi problemi, ma con 2000 km sulle gambe, le montagne precedenti ed un carico sulla bici la questione non era delle più semplici. Ma pian piano, di nervo e di metallo (solo una bella carica di heavy metal nell'mp3 poteva appoggiarmi!) sono arrivato alla cima, super ventosa, ma dalla quale si vedeva un buon tratto di costa albanese (peccato sempre per le nuvole). Giusto il tempo per rifocillarsi con una cioccolata calda (slurp!) e giù in discesa per Valona! Beh, dall'altra parte la montagna è totalemente diversa! Piena di alberi, di curve, di bar e ristoranti! Ma che cavolo, dalla mia parte era brulla e non c'era un tubo! Però c'era molto più vento, dovevo stare attento a scendere velocemente, e in più c'erano i cani che mi seguivano! Maledetti!!!! E, ovviamente, alla fine della discesa, ho bucato. Cioè, nell'unica tappa dove ho trovato una strada decente, ho bucato, e nelle altre niente! Vabbè, rapida sostituzione della camera d'aria e via, verso Valona, più veloce dell'oscurità. Arrivato stanco, mi sono diretto verso l'hotel consigliato dagli svizzeri il giorno precedente: una doccia bollente di mezz'ora e un'ora stravaccato sul letto a guardare la TV albanese mi hanno ridato le forze per visitare Valona, che a parte un centro dotato di una certa vita, non ha molto da offrire (mmm deliziosi i pani calzoni e i dolcetti in pasticceria!). A letto presto, l'ultima tappa è ormai vicina! Hasta pronto!
Distanza: 127 km
Durata: 6 ore e 33 minuti
Media: 19,4
http://www.youtube.com/watch?v=qL1xDNrYTSo
Eccola la tappa più temuta, la tappa con La Montagna. Beh, in fin dei conti non è che sia una montagna così alta, il passo Llogara è a 1050 metri (tipo Velo), ma considerando tutti i km macinati nelle due settimane precedenti prevedevo una certa difficoltà nell'affrontarla. E così in effetti è stato. Dopo la pioggia del giorno precedente ero assai preoccupato per la tappa odierna, ma il Dio della pioggia mi ha graziato con una giornata nuvolosa ma non umida, e anzi abbastanza calda. Da Saranda alla Montagna però la vita non è semplice, è tutto un saliscendi. E non sono le collinette della costa croata (anche quelle comunque abbastanza rompiballe), ma veri e propri muri di 500 metri, con pendenze che sono arrivate anche ad avvicinarsi al 15% (beh, sui cartelli c'era scritto 10%, ma in Albania esiste solo quel cartello, anche quando è 6% lo mettono, ma quando è un 15% putroppo lo riconosco). E non una sola salita, ma tre-quattro! Il problema è che ogni volta che arrivavo alla cima della collina mi dicevo "beh, ho fatto 400-500 metri di salita, ora per la montagna me ne rimangono altri 600 e basta!". E invece no! Perchè la discesa mi riportava ogni volta sulla costa... Uff che fatica, ma bisognava andare avanti... Mi sono fermato anche a mangiare la pasta che mi ero preparato il giorno prima, si sa mai che il carburante carboidratico dia più forza (tra l'altro, l'ho magiata in maniera proprio suina: non avendo forchetta e tapper, l'avevo buttata tutta in un sacchetto - tipo spazzatura - e la mangiavo mettendo la faccia dentro, viva l'eleganza!). La fatica comunque era ripagata dal bel panorama, la costa vista dall'alto è proprio bella, peccato solo per la giornata un nuvolosa, con il sole dev'essere stupenda! Dopo qualche km arrivo al paese prima della montagna, e chi incrocio in macchina? Il francese, Francois, che avevo incontrato in Croazia, che si faceva il viaggio a piedi ed autostop fino a Gerusalemme, ahahah! E la Montagna apparve: la visione della strada che la tagliava, pochi tornanti e strada dritta, vegetazione pressochè inesistente ed un vento che in zona sembrava più forte non era per niente rassicurante. Arrivare al passo è stata un'agonia, avanzavo ad una media dei 10 all'ora, senza alcun tratto che potesse regalarmi un po' di respiro, salita costante ed assassina, che magari in condizioni normali avrei affrontato anche senza troppi problemi, ma con 2000 km sulle gambe, le montagne precedenti ed un carico sulla bici la questione non era delle più semplici. Ma pian piano, di nervo e di metallo (solo una bella carica di heavy metal nell'mp3 poteva appoggiarmi!) sono arrivato alla cima, super ventosa, ma dalla quale si vedeva un buon tratto di costa albanese (peccato sempre per le nuvole). Giusto il tempo per rifocillarsi con una cioccolata calda (slurp!) e giù in discesa per Valona! Beh, dall'altra parte la montagna è totalemente diversa! Piena di alberi, di curve, di bar e ristoranti! Ma che cavolo, dalla mia parte era brulla e non c'era un tubo! Però c'era molto più vento, dovevo stare attento a scendere velocemente, e in più c'erano i cani che mi seguivano! Maledetti!!!! E, ovviamente, alla fine della discesa, ho bucato. Cioè, nell'unica tappa dove ho trovato una strada decente, ho bucato, e nelle altre niente! Vabbè, rapida sostituzione della camera d'aria e via, verso Valona, più veloce dell'oscurità. Arrivato stanco, mi sono diretto verso l'hotel consigliato dagli svizzeri il giorno precedente: una doccia bollente di mezz'ora e un'ora stravaccato sul letto a guardare la TV albanese mi hanno ridato le forze per visitare Valona, che a parte un centro dotato di una certa vita, non ha molto da offrire (mmm deliziosi i pani calzoni e i dolcetti in pasticceria!). A letto presto, l'ultima tappa è ormai vicina! Hasta pronto!
16a Tappa: Sounds of the sea
Gjirokaster - Saranda
Distanza: 60 km
Durata: 2 ore e 47 minuti
Media: 21,4
http://www.youtube.com/watch?v=-yki_mJnzBM
Il mare! Finalmente lo rivedo! Ciò significa che se vedo il mare non mi posso perdere tra i monti... e se c'è il mare significa anche che il viaggio volge al termine. Tappa breve, solo 60 km, ma non esente da difficoltà. Innanziututto, la giornata comincia male, con la strada bagnata e il cielo grigio: pericolo pioggia! Finchè è bello allora è meglio partire, quindi dopo la super colazione e aver salutato Lorenzo e Sebastian, affronto la discesa da Gjirokaster vecchia fino alla valle, dove per una vcentina di km trovo solo una bella strada pianeggiante. I problemi arrivano alla svolta per Saranda, con una bella collina di 500 metri da affrontare: salita regolare e non troppo lunga, montagne brulle che mi circondano e poche macchine per strada, solo i soliti bunker che mi osservano minacciosi. Dopo la salita ovviamente arriva la discesa (ma va?) che mi porta al primo stop verso l'Occhio Blu, una pozza d'acqua cristallina che a fine novembre non appare molto affascinante: l'acqua è sì pulita, ma immagino che con il caldo dell'estate, un cocktail in mano e qualche bella ragazza che si tuffa nel laghetto l'atomosfera dev'essere assai diversa. Ancora qualche saliscendi ed ecco che arrivo ben presto a Saranda, un ammasso di palazzoni stile Rimini, che d'estate saranno strapieni, ma che adesso appaiono proprio abbandonati. L'ostello di Saranda è proprio bello, una casa con i muri pieni di scritte e dediche per Tommi, il mitico proprietario. In teoria avrei dovuto raggiungere il sito archeologico di Butrinti in bicicletta, ma il tempo non pareva proprio dei migliori, e allora perchè rischiare di fare 40 km sotto la pioggia?? Ed infatti, dopo aver raggiunto il sito in autobus (e aver lasciato la bici in ostello), ecco la pioggia che comincia a rallegrare la mia visita: wow, non chiedevo di meglio. Tra le rovine romane (che poggiano su una struttura greca) e veneziane trovo nuovamente la simpatica coppia australiana che avevo conosciuto a Berat e incontrato al castello di Gjirokaster: ovviamente, anche l'ostello di Saranda era lo stesso, e li avrei reincontrati la sera! Le rovine sono proprio belle, anche perchè sono abbastanza alla Indiana Jones, non belle pulite come quelle italiane, qua è lasciato tutto in balia della vegetazione. Dopo qualche litro di acqua ad inzupparmi il vestito, mi rifugio nell'unico bar del luogo per aspettare il bus, ed ovviamente gli australiani erano li (mi perseguitano? li perseguito io?), e allora cicola e ciacola torniamo assieme in ostello. E' il compleanno di Nick, il ragazzo, e quindi non posso non regalargli qualche palloncino, che attirano anche l'attenzione dei ciclisti svizzeri che stanno alloggiando nello stesso ostello (e che faranno il giro del mondo, più o meno). Serata terminata davanti ad una birretta in un bar e la partita Napoli - Manchester City, che bello vedere gli albanesi tifare Napoli ahahah! Hasta pronto!
Distanza: 60 km
Durata: 2 ore e 47 minuti
Media: 21,4
http://www.youtube.com/watch?v=-yki_mJnzBM
Il mare! Finalmente lo rivedo! Ciò significa che se vedo il mare non mi posso perdere tra i monti... e se c'è il mare significa anche che il viaggio volge al termine. Tappa breve, solo 60 km, ma non esente da difficoltà. Innanziututto, la giornata comincia male, con la strada bagnata e il cielo grigio: pericolo pioggia! Finchè è bello allora è meglio partire, quindi dopo la super colazione e aver salutato Lorenzo e Sebastian, affronto la discesa da Gjirokaster vecchia fino alla valle, dove per una vcentina di km trovo solo una bella strada pianeggiante. I problemi arrivano alla svolta per Saranda, con una bella collina di 500 metri da affrontare: salita regolare e non troppo lunga, montagne brulle che mi circondano e poche macchine per strada, solo i soliti bunker che mi osservano minacciosi. Dopo la salita ovviamente arriva la discesa (ma va?) che mi porta al primo stop verso l'Occhio Blu, una pozza d'acqua cristallina che a fine novembre non appare molto affascinante: l'acqua è sì pulita, ma immagino che con il caldo dell'estate, un cocktail in mano e qualche bella ragazza che si tuffa nel laghetto l'atomosfera dev'essere assai diversa. Ancora qualche saliscendi ed ecco che arrivo ben presto a Saranda, un ammasso di palazzoni stile Rimini, che d'estate saranno strapieni, ma che adesso appaiono proprio abbandonati. L'ostello di Saranda è proprio bello, una casa con i muri pieni di scritte e dediche per Tommi, il mitico proprietario. In teoria avrei dovuto raggiungere il sito archeologico di Butrinti in bicicletta, ma il tempo non pareva proprio dei migliori, e allora perchè rischiare di fare 40 km sotto la pioggia?? Ed infatti, dopo aver raggiunto il sito in autobus (e aver lasciato la bici in ostello), ecco la pioggia che comincia a rallegrare la mia visita: wow, non chiedevo di meglio. Tra le rovine romane (che poggiano su una struttura greca) e veneziane trovo nuovamente la simpatica coppia australiana che avevo conosciuto a Berat e incontrato al castello di Gjirokaster: ovviamente, anche l'ostello di Saranda era lo stesso, e li avrei reincontrati la sera! Le rovine sono proprio belle, anche perchè sono abbastanza alla Indiana Jones, non belle pulite come quelle italiane, qua è lasciato tutto in balia della vegetazione. Dopo qualche litro di acqua ad inzupparmi il vestito, mi rifugio nell'unico bar del luogo per aspettare il bus, ed ovviamente gli australiani erano li (mi perseguitano? li perseguito io?), e allora cicola e ciacola torniamo assieme in ostello. E' il compleanno di Nick, il ragazzo, e quindi non posso non regalargli qualche palloncino, che attirano anche l'attenzione dei ciclisti svizzeri che stanno alloggiando nello stesso ostello (e che faranno il giro del mondo, più o meno). Serata terminata davanti ad una birretta in un bar e la partita Napoli - Manchester City, che bello vedere gli albanesi tifare Napoli ahahah! Hasta pronto!
martedì 22 novembre 2011
Il riposo
http://www.youtube.com/watch?v=1y0xo1ogJl8
Beh, una canzone dovevo metterla no? Questa va alla grande oggi...
La giornata di riposo proprio ci stava, che stanchezza! Gjirokaster è tutta su e giù, un millllione di scalini e collinette, e per le prime ore a camminare sembravo un vecchio. La città è veramente carina, con case in stile ottomano (ma più belle di Berat) e un castello (anch'esso più bello di quello di Berat), e me la sono proprio assaporata con calma, facendo il turista ozioso, bevendomi il caffè con il mitico vecchietto del luogo e trascinandomi piano piano fino alla collinetta panoramica. In serata è poi arrivato Lorenzo, che viaggiava verso sud, così abbiamo condiviso la stanza nel B & B, tra l'altro molto carino (soprattutto perchè potevamo farci tutti i te e caffè che volevamo). Serata passata in compagnia anche di Sebastian, un ciclista svizzero che andava verso sud, con il quale ci siamo permessi il lusso di un ristorante (beh, lusso...), oggi potevo fare il lord! Domani si riprende a pedalare, Saranda mi aspetta! Bye!
Beh, una canzone dovevo metterla no? Questa va alla grande oggi...
La giornata di riposo proprio ci stava, che stanchezza! Gjirokaster è tutta su e giù, un millllione di scalini e collinette, e per le prime ore a camminare sembravo un vecchio. La città è veramente carina, con case in stile ottomano (ma più belle di Berat) e un castello (anch'esso più bello di quello di Berat), e me la sono proprio assaporata con calma, facendo il turista ozioso, bevendomi il caffè con il mitico vecchietto del luogo e trascinandomi piano piano fino alla collinetta panoramica. In serata è poi arrivato Lorenzo, che viaggiava verso sud, così abbiamo condiviso la stanza nel B & B, tra l'altro molto carino (soprattutto perchè potevamo farci tutti i te e caffè che volevamo). Serata passata in compagnia anche di Sebastian, un ciclista svizzero che andava verso sud, con il quale ci siamo permessi il lusso di un ristorante (beh, lusso...), oggi potevo fare il lord! Domani si riprende a pedalare, Saranda mi aspetta! Bye!
15a Tappa: Country roads
Berat - Gjirokaster
Distanza: 146 km
Durata: 6 ore e 47
Media: 21,6
http://www.youtube.com/watch?v=oN86d0CdgHQ
Ghe n'ho i cojoni pieni de sti busiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Ma porco cane! Basta! BASTAAAAAAA! Le country roads albanesi sono peggio dell'emmental, peggio del braccio di un eroinomane! Allora, già parto con l'idea che dovrò farmi 150 km, se poi la strada mi si presenta così divento matto. Allora, i primi km sono anche carini, sono gli ultimi che avevo fatto il giorno prima, e incredibilemente il deragliatore si è messo a posto da solo (o i folletti dei boschi di Berat hanno fatto il loro lavoro), ma il tratto che va da Poshnje a Patos è una montagna russa, un percorso di guerra, tra paesi bloccati dal mercato dei tacchini, alle pecore che mi attraversano la strada, i maledetti autisti che mi suonano da dietro perchè vogliono passare, e le voragini che si aprono nel suolo, alle quali si aggiungono delle piccole puntarette che spezzano un ritmo di per se già spezzato. La prima ora e mezza passa tutta così, ma poi rientrando nella strada principale la situazione migliora, anche se non è che la strada sia bella, anzi. Passano i km ed arrivo a Ballsh: tempo per rifornire la borraccia di acqua! I gentili albanesi mi accolgono bene e mi invitano al tavolo a bere Raki, e vabbè non si può dire di no! Tra l'altro era buonissimo, ma poi quando vedono che apprezzome me ne vogliono offire ancora, eh no, meglio di no, sennò poi come pedalo?? Comunque il Raki mi deve aver dato qualche miracolosa forza, perchè poi non ho avuto fame se non alle tre e mezza (normalmente a mezzogiorno già muoio di fame). Da Ballsh la strada putroppo comincia a salire e scendere, sembra di essere ritornati in Croazia, però almeno la fatica è ricompensata da dei bei paesaggi: tra l'altro in zona ci deve essere del petrolio, ci sono un sacco di torrette per l'estrazione, anche se quasi tutte non lavoravano. Dopo venti km di saliscendi comincia l'incubo. Lo sterrato. Le strade dissestate, in costruzione. Se mi ero lamentato delle strade della prima parte di viaggio è perchè non sapevo a cosa andavo incontro. Praticamente stanno facendo una nuova strada, una bella strada, che unirà il sud con il nord, roba seria, ben fatta, però è bella a tratti, si alternano 3 km di strada asfaltata e liscia ad altri 3 di sterrato, con pietre e ghiaia che mi facevano andare avanti al ritmo di una tartaruga zoppa, roba che non potevo godermi neanche le discese. Terribile, non finiva più... Il peggio è tra Memaliaj e Tepelene, sette km fatti in 40 minuti: nonostante ciò, ho apprezzato i monti che facevano da cornice, almeno me li sono goduti lentamente. Da Tepelene in poi però è il paradiso, la valle si allarga e la strada è una strada con la S maiuscola, ma li sono io che ormai non ce la faccio più: faccio fatica a tenere i 26 in piano, ormai ho la schiena indolenzita da tutti gli sbattimenti e le gambe sentono le due settimane di pedalate continue: ma il traguardo è a vista d'occhio e raggiungo la città di Gjirokaster una mezz'oretta prima che cada l'oscurità. Stanco morto vengo accolto dal mio couchsurfer, che in verità non mi ospita ma mi invia da due suoi amici (che non parlano nient'altro che albanese), non dopo una deliziosa (ma tutto avrebbe potuto essere delizioso, anche un pesce!) cioccolata calda con panna. Serata passata a guardare (con gli occhi mezzi chiusi) un programma albanese comico, da me compreso perfettamente, chiaro. La stanchezza è tanta, e allora arriva la decisione: mi fermo! Per un giorno ovviamente, pausa tecnica per riprendere le energie e per fare il turista a piedi, anche perchè Gjirokaster è in teoria la più bella città albanese, e non l'avevo ancora visitata! E quindi pausa! Hasta luego!
Distanza: 146 km
Durata: 6 ore e 47
Media: 21,6
http://www.youtube.com/watch?v=oN86d0CdgHQ
Ghe n'ho i cojoni pieni de sti busiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Ma porco cane! Basta! BASTAAAAAAA! Le country roads albanesi sono peggio dell'emmental, peggio del braccio di un eroinomane! Allora, già parto con l'idea che dovrò farmi 150 km, se poi la strada mi si presenta così divento matto. Allora, i primi km sono anche carini, sono gli ultimi che avevo fatto il giorno prima, e incredibilemente il deragliatore si è messo a posto da solo (o i folletti dei boschi di Berat hanno fatto il loro lavoro), ma il tratto che va da Poshnje a Patos è una montagna russa, un percorso di guerra, tra paesi bloccati dal mercato dei tacchini, alle pecore che mi attraversano la strada, i maledetti autisti che mi suonano da dietro perchè vogliono passare, e le voragini che si aprono nel suolo, alle quali si aggiungono delle piccole puntarette che spezzano un ritmo di per se già spezzato. La prima ora e mezza passa tutta così, ma poi rientrando nella strada principale la situazione migliora, anche se non è che la strada sia bella, anzi. Passano i km ed arrivo a Ballsh: tempo per rifornire la borraccia di acqua! I gentili albanesi mi accolgono bene e mi invitano al tavolo a bere Raki, e vabbè non si può dire di no! Tra l'altro era buonissimo, ma poi quando vedono che apprezzome me ne vogliono offire ancora, eh no, meglio di no, sennò poi come pedalo?? Comunque il Raki mi deve aver dato qualche miracolosa forza, perchè poi non ho avuto fame se non alle tre e mezza (normalmente a mezzogiorno già muoio di fame). Da Ballsh la strada putroppo comincia a salire e scendere, sembra di essere ritornati in Croazia, però almeno la fatica è ricompensata da dei bei paesaggi: tra l'altro in zona ci deve essere del petrolio, ci sono un sacco di torrette per l'estrazione, anche se quasi tutte non lavoravano. Dopo venti km di saliscendi comincia l'incubo. Lo sterrato. Le strade dissestate, in costruzione. Se mi ero lamentato delle strade della prima parte di viaggio è perchè non sapevo a cosa andavo incontro. Praticamente stanno facendo una nuova strada, una bella strada, che unirà il sud con il nord, roba seria, ben fatta, però è bella a tratti, si alternano 3 km di strada asfaltata e liscia ad altri 3 di sterrato, con pietre e ghiaia che mi facevano andare avanti al ritmo di una tartaruga zoppa, roba che non potevo godermi neanche le discese. Terribile, non finiva più... Il peggio è tra Memaliaj e Tepelene, sette km fatti in 40 minuti: nonostante ciò, ho apprezzato i monti che facevano da cornice, almeno me li sono goduti lentamente. Da Tepelene in poi però è il paradiso, la valle si allarga e la strada è una strada con la S maiuscola, ma li sono io che ormai non ce la faccio più: faccio fatica a tenere i 26 in piano, ormai ho la schiena indolenzita da tutti gli sbattimenti e le gambe sentono le due settimane di pedalate continue: ma il traguardo è a vista d'occhio e raggiungo la città di Gjirokaster una mezz'oretta prima che cada l'oscurità. Stanco morto vengo accolto dal mio couchsurfer, che in verità non mi ospita ma mi invia da due suoi amici (che non parlano nient'altro che albanese), non dopo una deliziosa (ma tutto avrebbe potuto essere delizioso, anche un pesce!) cioccolata calda con panna. Serata passata a guardare (con gli occhi mezzi chiusi) un programma albanese comico, da me compreso perfettamente, chiaro. La stanchezza è tanta, e allora arriva la decisione: mi fermo! Per un giorno ovviamente, pausa tecnica per riprendere le energie e per fare il turista a piedi, anche perchè Gjirokaster è in teoria la più bella città albanese, e non l'avevo ancora visitata! E quindi pausa! Hasta luego!
14a Tappa: Highway star
Tirana - Berat
Distanza: 124,7 km
Durata: 4 ore e 51
Media: 25,6
http://www.youtube.com/watch?v=jh0iihjANPc
Urca qua sto facendo come in Spagna, autostrada uber alles!
Beh, all'inizio avevo anche una mezza intenzione di starmene a Tirana un'altro giorno, visto che non l'avevo visitata, ma proprio tutto quel casino non lo sopportavo, e quindi nada, ho deciso di partire per Berat. Sebbene la catena me l'avessero messa a posto, continuava a dare problemi, ma visto che i negozi di biciclette erano tutti dall'altra parte della città (rispetto a dove ero io), me ne sono fregato e son partito anche se grattava sul deragliatore: insomma, mi aspettavo di fare 140 km, non potevo mica perdere mezza mattinata a cercare un negozio di biciclette! Solito casino ed inquinamento per uscire da Tirana, ed ecco che mi metto nella "meravigliosa" highway albanese in direzione di Durazzo, perchè per arrivare a Berat bisogna fare il giro dell'oca, e bisogna prima andare su e verso il mare, e poi giù e verso il centro: perchè mai costruire una strada che vada in mezzo? Ma in Albania ci son grossi problemi di strade, me ne accorgerò poi. Comunque, dopo pochi chilometri il suono della catena mi risultava parecchio e fin troppo sofferente, allorchè mi apprestai ad accingermi ad un... gommista! Oh, magari lui qualche attrezzo ce l'aveva per mettere a posto il tutto. Alla fine, dopo qualche tentativo, siamo (è) riusciti a reinserire la catena nel suo giusto giro e cosi' sono ripartito nella speranza di avere una vita pedalabile abbastanza tranquilla. E invece no! Dopo mezzo chilometro è il deragliatore che da' problemi, cioè praticamente saltava appena mettevo una marcia appena un po' dura, andavo avanti al singhiozzo, e allora sono stato costretto ad andare avanti per quasi tutto il viaggio con la terza coroncina dietro, dovevo pedalare a mulinello (invece di fare Jan Ulirch, facevo Armstrong): do palle in pianura col rapportino! Vabbe', comunque è roba che scioglie i muscoli, e mi ha fatto pure bene. L'autostrada è una palla, brutta e piena di lavori (come il resto dell'Albania, costruiscono di tutto), e la lascio appena prima di Durazzo per prenderne un'altra che va verso sud, anch'essa bruttina ma più accettabile. Finalmente la lascio e mi addentro nelle mitiche stradine di campagna albanesi: terribiliiiiiiiiiii! Una buca attacata all'altra, dossi naturali, voragini, insidie, ogni sobbalzo pregavo che la ruota non facesse pssssssssssssssss e le mie borse non si staccassero! Però, in compenso, ero in mezzo alla campagna, bella pianeggiante, senza salite, e distante da macchine ed amenità varie, ed è così che sono arrivato a Berat in poco tempo, con una buona media e con dei km in meno del previsto. Tempo che ho utilizzato per visitare la città, che è entrata subito nelle mie grazie, essendo la città albanese più bella fino questo momento: belle le case ottomane, così come anche il castello e i monti che la circondano. Tra l'altro mi sono fatto una bella scorpacciata di dolci da un simpatico pasticciere locale e un buon pita + burak al panificio, che mi hanno sfamato. Serata in compagnia di americani e vino nell'ostello (freddo, porco cane), con il giapponese che raccontava che non si trovava per niente bene in Albania, visto che tutti lo chiamavano cina, jaky chun e addirittura alcuni bambini gli hanno dato dei calci! Ahahah poveretto! Io invece sono sempre idolatrato quando passo in bicicletta e tutti mi salutano! Vabbuò, in finale di giornata apprendo che la strada che volevo fare per Gjirokaster è sterrata, e quindi dovrò fare un giro dell'oca enorme e lungo per arrivarci, ma ce la farò! Hasta pronto!
Distanza: 124,7 km
Durata: 4 ore e 51
Media: 25,6
http://www.youtube.com/watch?v=jh0iihjANPc
Urca qua sto facendo come in Spagna, autostrada uber alles!
Beh, all'inizio avevo anche una mezza intenzione di starmene a Tirana un'altro giorno, visto che non l'avevo visitata, ma proprio tutto quel casino non lo sopportavo, e quindi nada, ho deciso di partire per Berat. Sebbene la catena me l'avessero messa a posto, continuava a dare problemi, ma visto che i negozi di biciclette erano tutti dall'altra parte della città (rispetto a dove ero io), me ne sono fregato e son partito anche se grattava sul deragliatore: insomma, mi aspettavo di fare 140 km, non potevo mica perdere mezza mattinata a cercare un negozio di biciclette! Solito casino ed inquinamento per uscire da Tirana, ed ecco che mi metto nella "meravigliosa" highway albanese in direzione di Durazzo, perchè per arrivare a Berat bisogna fare il giro dell'oca, e bisogna prima andare su e verso il mare, e poi giù e verso il centro: perchè mai costruire una strada che vada in mezzo? Ma in Albania ci son grossi problemi di strade, me ne accorgerò poi. Comunque, dopo pochi chilometri il suono della catena mi risultava parecchio e fin troppo sofferente, allorchè mi apprestai ad accingermi ad un... gommista! Oh, magari lui qualche attrezzo ce l'aveva per mettere a posto il tutto. Alla fine, dopo qualche tentativo, siamo (è) riusciti a reinserire la catena nel suo giusto giro e cosi' sono ripartito nella speranza di avere una vita pedalabile abbastanza tranquilla. E invece no! Dopo mezzo chilometro è il deragliatore che da' problemi, cioè praticamente saltava appena mettevo una marcia appena un po' dura, andavo avanti al singhiozzo, e allora sono stato costretto ad andare avanti per quasi tutto il viaggio con la terza coroncina dietro, dovevo pedalare a mulinello (invece di fare Jan Ulirch, facevo Armstrong): do palle in pianura col rapportino! Vabbe', comunque è roba che scioglie i muscoli, e mi ha fatto pure bene. L'autostrada è una palla, brutta e piena di lavori (come il resto dell'Albania, costruiscono di tutto), e la lascio appena prima di Durazzo per prenderne un'altra che va verso sud, anch'essa bruttina ma più accettabile. Finalmente la lascio e mi addentro nelle mitiche stradine di campagna albanesi: terribiliiiiiiiiiii! Una buca attacata all'altra, dossi naturali, voragini, insidie, ogni sobbalzo pregavo che la ruota non facesse pssssssssssssssss e le mie borse non si staccassero! Però, in compenso, ero in mezzo alla campagna, bella pianeggiante, senza salite, e distante da macchine ed amenità varie, ed è così che sono arrivato a Berat in poco tempo, con una buona media e con dei km in meno del previsto. Tempo che ho utilizzato per visitare la città, che è entrata subito nelle mie grazie, essendo la città albanese più bella fino questo momento: belle le case ottomane, così come anche il castello e i monti che la circondano. Tra l'altro mi sono fatto una bella scorpacciata di dolci da un simpatico pasticciere locale e un buon pita + burak al panificio, che mi hanno sfamato. Serata in compagnia di americani e vino nell'ostello (freddo, porco cane), con il giapponese che raccontava che non si trovava per niente bene in Albania, visto che tutti lo chiamavano cina, jaky chun e addirittura alcuni bambini gli hanno dato dei calci! Ahahah poveretto! Io invece sono sempre idolatrato quando passo in bicicletta e tutti mi salutano! Vabbuò, in finale di giornata apprendo che la strada che volevo fare per Gjirokaster è sterrata, e quindi dovrò fare un giro dell'oca enorme e lungo per arrivarci, ma ce la farò! Hasta pronto!
sabato 19 novembre 2011
13a Tappa: Unbreakable chain?
Shkoder / Tirana
Distanza: 120 km
Durata: 5 ore e 21 minuti
Media: 22,4
http://www.youtube.com/watch?v=_ABIXt4CO8A
Unbreakable chain? No...
Prima mattinata piacevole a visitare quello che mi mancava di Shkoder, bella colazione con super pastine e poi all the way to Tirana! E visto che c'e' l'autostrada, prendiamola! Missile: due ore di pedalata a medie assai alte, comparate con il resto del viaggio, per un paio di km ho tenuto addirittura i 40, ma praticamente non sono mai sceso sotto i 32, che soddisfazione. Poi e' arrivata la fame e un po' di stanchezza, e quindi ho abbassato fino ai 30, media comunque buona. Tra l'altro le autostrade albanesi sono abbastanza messe male, con un po' di buchi, salti, lavori in corso, e con un sacco di autovelox: tra l'altro, tra tutti i poliziotti che mi hanno visto pedalare in autostrada, nessuno mi ha mai fermato! Eh, in autostrada c'e' di tutto: ciclisti contromano, tacchini che girano, persone, bancherelle a bordo strada che vendono pesce fresco, carne e verdure... Ed e' cosi' che sono arrivato in fretta al bivio per Kruja, paesino che purtroppo e' arroccato su una montagna, ma che volevo vedere per la sua fortezza. La strada si impenna e va su proprio bene in una specie di boschetto, per poi arrivare al paese, e li succede il patatrak! A 1000 metri dal castello si spezza la catena. Porco cane, non mi e' mai successo in vita, proprio in viaggio doveva succedere? Troppa potenza nelle mie gambe probabilmente eheheh... Beh, meno male che c'era un albanese, probabilmente il boss del paese visto che tutti lo conoscevano, che mi ha accompagnato da vari meccanici per risolvere il problema, e dopo 3, chiusi visto che erano le due, ne abbiamo trovato uno che a martellate me l'ha messa a posto... Ottimo, pronto di nuovo a pedalare, mi sono apprestato a visitare il castello e il piccolo centro, una sola via in stile ottomano praticamente... Poi, cominciando la discesa mi sono accorto che la catena me l'avevano messa un po' male, e praticamente si incriccava ogni poco... E vabbe', accontentiamoci di cio', tanto mancavano solo 10 km di discesa e 20 km di pianura per Tirana. Tirana comincia ben presto, praticamente per km e km c'e' una citta' in costruzione, con un sacco di lavori, strade disastrate, case mezze fatte, un casino infernale ed un inquinamento alla Lima che man mano che andavo avanti si accentuava... In bicicletta e' praticamente un suicidio passare da Tirana, ma ce l'ho fatta, mi sento un sopravissuto, ma mi verra' un tumore al polmone per lo smog che ho aspirato. Sono arrivato alle 5 alla casa della mia couchsurfer, e non ho messo piede fuori dalla porta per tutto il resto della giornata: a parte che ero stanco, non mi andava l'idea di andare al centro passando per un millllione di macchine ed inquinamento, quindi mi sono perso il centro, me lo visitero' l'ultimo giorno di viaggio... Comunque la serata con Sara, americana insegnante d'inglese nell'Universita' di NY, e' stata interessante e abbiamo parlato di un sacco di robe: ringrazio Dio che non aveva voglia di uscire, cosi' ho potuto andare a letto presto! Hasta luego!
Distanza: 120 km
Durata: 5 ore e 21 minuti
Media: 22,4
http://www.youtube.com/watch?v=_ABIXt4CO8A
Unbreakable chain? No...
Prima mattinata piacevole a visitare quello che mi mancava di Shkoder, bella colazione con super pastine e poi all the way to Tirana! E visto che c'e' l'autostrada, prendiamola! Missile: due ore di pedalata a medie assai alte, comparate con il resto del viaggio, per un paio di km ho tenuto addirittura i 40, ma praticamente non sono mai sceso sotto i 32, che soddisfazione. Poi e' arrivata la fame e un po' di stanchezza, e quindi ho abbassato fino ai 30, media comunque buona. Tra l'altro le autostrade albanesi sono abbastanza messe male, con un po' di buchi, salti, lavori in corso, e con un sacco di autovelox: tra l'altro, tra tutti i poliziotti che mi hanno visto pedalare in autostrada, nessuno mi ha mai fermato! Eh, in autostrada c'e' di tutto: ciclisti contromano, tacchini che girano, persone, bancherelle a bordo strada che vendono pesce fresco, carne e verdure... Ed e' cosi' che sono arrivato in fretta al bivio per Kruja, paesino che purtroppo e' arroccato su una montagna, ma che volevo vedere per la sua fortezza. La strada si impenna e va su proprio bene in una specie di boschetto, per poi arrivare al paese, e li succede il patatrak! A 1000 metri dal castello si spezza la catena. Porco cane, non mi e' mai successo in vita, proprio in viaggio doveva succedere? Troppa potenza nelle mie gambe probabilmente eheheh... Beh, meno male che c'era un albanese, probabilmente il boss del paese visto che tutti lo conoscevano, che mi ha accompagnato da vari meccanici per risolvere il problema, e dopo 3, chiusi visto che erano le due, ne abbiamo trovato uno che a martellate me l'ha messa a posto... Ottimo, pronto di nuovo a pedalare, mi sono apprestato a visitare il castello e il piccolo centro, una sola via in stile ottomano praticamente... Poi, cominciando la discesa mi sono accorto che la catena me l'avevano messa un po' male, e praticamente si incriccava ogni poco... E vabbe', accontentiamoci di cio', tanto mancavano solo 10 km di discesa e 20 km di pianura per Tirana. Tirana comincia ben presto, praticamente per km e km c'e' una citta' in costruzione, con un sacco di lavori, strade disastrate, case mezze fatte, un casino infernale ed un inquinamento alla Lima che man mano che andavo avanti si accentuava... In bicicletta e' praticamente un suicidio passare da Tirana, ma ce l'ho fatta, mi sento un sopravissuto, ma mi verra' un tumore al polmone per lo smog che ho aspirato. Sono arrivato alle 5 alla casa della mia couchsurfer, e non ho messo piede fuori dalla porta per tutto il resto della giornata: a parte che ero stanco, non mi andava l'idea di andare al centro passando per un millllione di macchine ed inquinamento, quindi mi sono perso il centro, me lo visitero' l'ultimo giorno di viaggio... Comunque la serata con Sara, americana insegnante d'inglese nell'Universita' di NY, e' stata interessante e abbiamo parlato di un sacco di robe: ringrazio Dio che non aveva voglia di uscire, cosi' ho potuto andare a letto presto! Hasta luego!
venerdì 18 novembre 2011
12a Tappa: Eagle Fly Free!
Budva - Shkoder
Distanza: 103 km
Durata: 5 ore e 46
Media: 17,9 (in verita' i km sono stati di meno, ma poi a visitare la citta' ne sono stati fatti di piu')
http://www.youtube.com/watch?v=FuO3hHwQ-Sc
Eagle fly free, oggi sono arrivato finalmente in Albania, la terra delle aquile in lingua albanese! Da Budva fino al confine albanese la strada non ha fatto che salire su e giu', un vero tormento, pero' almeno ho fatto una bella scorciatoia che mi ha accorciato il tracciato di qualche km: peccato che mi son trovato un muro di almeno il 15 %, con punte del 20 %, che agonia... In strada trovo anche Antonio, un simpatico ciclista italiano di San Martino di Castrozza che vive a Creta che andava da Atene a Trieste, e che era attaccato dai gatti, che volevano mangiargli il prosciutto ed il formaggio del suo panino! Per farla breve, trionfale arrivo in frontiera Albanese e ancora piu' trionfale accoglienza dei bambini e ragazzi del primo paesino che ho incontrato, che magari non sono abituati a vedere ciclisti viaggiatori, e che volevano battermi il cinque e mi salutavano tutti, mi sembrava di essere al giro d'Italia! Galvanizzato da cio' sono arrivato in fretta a Shkoder, dove mi sono trovato con Lorenzo, che mi ha stupendamente ospitato a casa sua, mi ha fatto vedere il suo lavoro e spiegato dei vini e della cooperazione con i viticoltori locali, tutte cose super interessanti, e soprattutto mi ha fatto vedere le varie facciate di Shkoder, dai monumenti piu' nascosti, alle discariche, al bel castello, visto in notturna passando per il sentiero delle capre, la moschea di piombo (compreso il sermone in albanese di un fedele( e mi ha fatto provare pure le deliziose specialita' albanesi (la sera ho anche mangiato le rane!): ho passato un bellissimo tempo con lui e i suoi colleghi, e spero di incontrarlo nuovamente in viaggio per l'Albania! Tra l'altro e' da segnalare la bellezza delle ragazze albanesi, di qualita' media alta! Hasta luego!!!
Distanza: 103 km
Durata: 5 ore e 46
Media: 17,9 (in verita' i km sono stati di meno, ma poi a visitare la citta' ne sono stati fatti di piu')
http://www.youtube.com/watch?v=FuO3hHwQ-Sc
Eagle fly free, oggi sono arrivato finalmente in Albania, la terra delle aquile in lingua albanese! Da Budva fino al confine albanese la strada non ha fatto che salire su e giu', un vero tormento, pero' almeno ho fatto una bella scorciatoia che mi ha accorciato il tracciato di qualche km: peccato che mi son trovato un muro di almeno il 15 %, con punte del 20 %, che agonia... In strada trovo anche Antonio, un simpatico ciclista italiano di San Martino di Castrozza che vive a Creta che andava da Atene a Trieste, e che era attaccato dai gatti, che volevano mangiargli il prosciutto ed il formaggio del suo panino! Per farla breve, trionfale arrivo in frontiera Albanese e ancora piu' trionfale accoglienza dei bambini e ragazzi del primo paesino che ho incontrato, che magari non sono abituati a vedere ciclisti viaggiatori, e che volevano battermi il cinque e mi salutavano tutti, mi sembrava di essere al giro d'Italia! Galvanizzato da cio' sono arrivato in fretta a Shkoder, dove mi sono trovato con Lorenzo, che mi ha stupendamente ospitato a casa sua, mi ha fatto vedere il suo lavoro e spiegato dei vini e della cooperazione con i viticoltori locali, tutte cose super interessanti, e soprattutto mi ha fatto vedere le varie facciate di Shkoder, dai monumenti piu' nascosti, alle discariche, al bel castello, visto in notturna passando per il sentiero delle capre, la moschea di piombo (compreso il sermone in albanese di un fedele( e mi ha fatto provare pure le deliziose specialita' albanesi (la sera ho anche mangiato le rane!): ho passato un bellissimo tempo con lui e i suoi colleghi, e spero di incontrarlo nuovamente in viaggio per l'Albania! Tra l'altro e' da segnalare la bellezza delle ragazze albanesi, di qualita' media alta! Hasta luego!!!
11a Tappa: Alla ricerca dell'antico vaso!
Dubrovnik - Budva
Distanza: 127 km
Durata: 5 ore e 26
Media: 23,3
http://www.youtube.com/watch?v=aVinOrHwUdk
E finalmente sono in Montenegro! Trovero' anch'io l'antico vaso?? Mah, ho trovato solo bellissimi paesaggi! Partenza da Dubrovnik perfetta, sia perche' la colazione e' stata grassa e grossa, ma anche perche' il cronometro funziona nuovamente, grazie a Lado che ci ha messo le mani, quindi non sono piu' solo! I primi km sono un po' faticosi, il poco sonno e il vinello si fa sentire, e la strada e' tutta in salita, ma dopo poco le gambe riprendono a girare come Dio comanda: trovo un'altro compagno ciclista, un tedesco appena arrivato a Dubrovnik e che sarebbe partito il giorno dopo per il Montenegro. Il tratto di costa dopo Dubrovnik e' bellissimo, fino che la strada mi porta verso l'interno, con dei bei boschetti e una strada che spiana un po', fino alla salita che mi porta al confine con il Montenegro: evviva! Il paese e' un'incognita, non so che aspettarmi, ma con l'entrata in Montenegro c'e' da segnalare il rientro in zona euro, infatti visto che il paese e' giovane, si e' deciso che la moneta in circolazione sarebbe stato l'euro. Riprendo a pedalare in costa, e noto che il Montenegro e' pure messo bene, mi aspettavo uno stato un po' povero ed invece sembra sullo stesso livello della Croazia, se non anche meglio a tratti. Dopo un po' comincio a pedalare lungo il fiordo piu' profondo dell'Europa meridionale, bellissimo, con un clima gradevole e paesini carini, con alte montagne da fare da sfondo. Il top e' Kotor, con un centro storico che l'UNESCO ha segnalato, ed un castello arroccato sulla montagna: in teoria avrei dovuto fermarmi a dormire li, ma visto che avevo ancora energie, ho deciso di proseguire verso Budva, sulla costa sud del Montenegro. Per andare li ho dovuto attraversare un paurosissimo tunnel di quasi due km, ma poi tutto in discesa fino quasi alla fine, dove le aspre salite finali mi hanno dato del filo da torcere. Budva si e' rivelata anch'essa deliziosa, con un eccellente stari grad . Ho alloggiato in una sobe per la quale ho dovuto lottare per il prezzo e per far includere la colazione, e poi a letto filati! Hasta luego!
L'antico vaso lo cerchero' la prossima volta...
Distanza: 127 km
Durata: 5 ore e 26
Media: 23,3
http://www.youtube.com/watch?v=aVinOrHwUdk
E finalmente sono in Montenegro! Trovero' anch'io l'antico vaso?? Mah, ho trovato solo bellissimi paesaggi! Partenza da Dubrovnik perfetta, sia perche' la colazione e' stata grassa e grossa, ma anche perche' il cronometro funziona nuovamente, grazie a Lado che ci ha messo le mani, quindi non sono piu' solo! I primi km sono un po' faticosi, il poco sonno e il vinello si fa sentire, e la strada e' tutta in salita, ma dopo poco le gambe riprendono a girare come Dio comanda: trovo un'altro compagno ciclista, un tedesco appena arrivato a Dubrovnik e che sarebbe partito il giorno dopo per il Montenegro. Il tratto di costa dopo Dubrovnik e' bellissimo, fino che la strada mi porta verso l'interno, con dei bei boschetti e una strada che spiana un po', fino alla salita che mi porta al confine con il Montenegro: evviva! Il paese e' un'incognita, non so che aspettarmi, ma con l'entrata in Montenegro c'e' da segnalare il rientro in zona euro, infatti visto che il paese e' giovane, si e' deciso che la moneta in circolazione sarebbe stato l'euro. Riprendo a pedalare in costa, e noto che il Montenegro e' pure messo bene, mi aspettavo uno stato un po' povero ed invece sembra sullo stesso livello della Croazia, se non anche meglio a tratti. Dopo un po' comincio a pedalare lungo il fiordo piu' profondo dell'Europa meridionale, bellissimo, con un clima gradevole e paesini carini, con alte montagne da fare da sfondo. Il top e' Kotor, con un centro storico che l'UNESCO ha segnalato, ed un castello arroccato sulla montagna: in teoria avrei dovuto fermarmi a dormire li, ma visto che avevo ancora energie, ho deciso di proseguire verso Budva, sulla costa sud del Montenegro. Per andare li ho dovuto attraversare un paurosissimo tunnel di quasi due km, ma poi tutto in discesa fino quasi alla fine, dove le aspre salite finali mi hanno dato del filo da torcere. Budva si e' rivelata anch'essa deliziosa, con un eccellente stari grad . Ho alloggiato in una sobe per la quale ho dovuto lottare per il prezzo e per far includere la colazione, e poi a letto filati! Hasta luego!
L'antico vaso lo cerchero' la prossima volta...
mercoledì 16 novembre 2011
10a tappa: Faster than the speed of light!
Mostar - Dubrovnik
Cronometro ancora rotto...
http://www.youtube.com/watch?v=NN-U-Yg2rLs
Faster than the speed of light! Oggi sono stato una sgheggia quindi il post non poteva che portare il nome della canzone di Malmsteen! Giornata inizialmente grigia, e decisamente troppo mattiniera), ma grande colazione a casa di Matea a mettermi su l'allegria! Uova, miele, cioccolata, pasta di carne in grandi quantita'! Dopo gli addii, mi fiondo giu' per le discese di Mostar e arrivo sulla strada principale, e da li sono 50 km di pianura, che bello! Peccato che non c'era vento, per una volta ce l'avrei avuto da dietro... Ah, la prima canzone della giornata che ascolto e' http://www.youtube.com/watch?v=B1VLWclp2tY&feature=related, che ho ascoltato per la prima volta la sera precedente... grande Joe Bonamassa! Beh, comunque in fretta raggiungo Metkovic, e mi fermo dall'unico negozio di biciclette che ho visto in zona e mi faccio mettere una quintalata di grasso sulla catena, che ormai chiedeva pieta'. Dotato di ulteriore velocita', lascio nuovamente la mia amata pianura e ricomincio con la costa, quindi sempre su e giu' senza pieta': qua incrocio un altro ciclista, che manco si ferma, ma che dietro aveva scritto 'giro del mondo'... a pero'! La giornata sulla costa si dimostra molto meno grigia di Mostar, anzi e' molto soleggiata, anche se non fa tanto caldo. Pedala pedala e pedala, arrivo vicino a Dubrovnik verso le 14 e Andrija mi manda un messaggio con l'indirizzo del mio couchsurfer di Dubrovnik, e subito mi fiondo verso la sua casa, giusto di fronte ad un piccolo fiordo poco prima della citta': li c'e' anche Mateja, una ragazza di Zadar, anch'essa couchsurfer, e con lei visito Dubrovnik fino alle 8: beh, la citta' e' veramente una perla, probabilmente la piu' bella che ho visto fino ad adesso in viaggio! Mentre aspettiamo che Lado, il nostro ospitante, ci venga a prendere, ci facciamo una bella birretta e io ingurgito qualsiasi cosa passi sotto i miei occhi, tanto avrei dovuto finire le kuna! Quando arriva Lado andiamo a prendere anche la sua morosa e da li andiamo a fare la spesa, ovviamente devo cucinare: il solito risotto (stavolta con carne) andra' benissimo! La serata passa alla grande, tra una magnata colossale, svariate bottiglie di vino croato, partite di briscola (incredibile, ci sanno giocare, tra l'altro vittoria per 4 a 2 in coppia con la morosa di Lado), musica (chitarra e sassofono, quest'ultimo suonato da Mateja) e un sacco di racconti! Che bello finire le giornate cosi', peccato che le 3 e mezza e' forse un'ora un po' complicata per chi vuole pedalare... Hasta manana!
Cronometro ancora rotto...
http://www.youtube.com/watch?v=NN-U-Yg2rLs
Faster than the speed of light! Oggi sono stato una sgheggia quindi il post non poteva che portare il nome della canzone di Malmsteen! Giornata inizialmente grigia, e decisamente troppo mattiniera), ma grande colazione a casa di Matea a mettermi su l'allegria! Uova, miele, cioccolata, pasta di carne in grandi quantita'! Dopo gli addii, mi fiondo giu' per le discese di Mostar e arrivo sulla strada principale, e da li sono 50 km di pianura, che bello! Peccato che non c'era vento, per una volta ce l'avrei avuto da dietro... Ah, la prima canzone della giornata che ascolto e' http://www.youtube.com/watch?v=B1VLWclp2tY&feature=related, che ho ascoltato per la prima volta la sera precedente... grande Joe Bonamassa! Beh, comunque in fretta raggiungo Metkovic, e mi fermo dall'unico negozio di biciclette che ho visto in zona e mi faccio mettere una quintalata di grasso sulla catena, che ormai chiedeva pieta'. Dotato di ulteriore velocita', lascio nuovamente la mia amata pianura e ricomincio con la costa, quindi sempre su e giu' senza pieta': qua incrocio un altro ciclista, che manco si ferma, ma che dietro aveva scritto 'giro del mondo'... a pero'! La giornata sulla costa si dimostra molto meno grigia di Mostar, anzi e' molto soleggiata, anche se non fa tanto caldo. Pedala pedala e pedala, arrivo vicino a Dubrovnik verso le 14 e Andrija mi manda un messaggio con l'indirizzo del mio couchsurfer di Dubrovnik, e subito mi fiondo verso la sua casa, giusto di fronte ad un piccolo fiordo poco prima della citta': li c'e' anche Mateja, una ragazza di Zadar, anch'essa couchsurfer, e con lei visito Dubrovnik fino alle 8: beh, la citta' e' veramente una perla, probabilmente la piu' bella che ho visto fino ad adesso in viaggio! Mentre aspettiamo che Lado, il nostro ospitante, ci venga a prendere, ci facciamo una bella birretta e io ingurgito qualsiasi cosa passi sotto i miei occhi, tanto avrei dovuto finire le kuna! Quando arriva Lado andiamo a prendere anche la sua morosa e da li andiamo a fare la spesa, ovviamente devo cucinare: il solito risotto (stavolta con carne) andra' benissimo! La serata passa alla grande, tra una magnata colossale, svariate bottiglie di vino croato, partite di briscola (incredibile, ci sanno giocare, tra l'altro vittoria per 4 a 2 in coppia con la morosa di Lado), musica (chitarra e sassofono, quest'ultimo suonato da Mateja) e un sacco di racconti! Che bello finire le giornate cosi', peccato che le 3 e mezza e' forse un'ora un po' complicata per chi vuole pedalare... Hasta manana!
9a tappa: eccoli i minareti!
Metkovic - Mostar
Cronometro ancora rotto...
http://www.youtube.com/watch?v=Oq6OoPB5FIM
Perche' questa canzone? (la mitica Mustapha dei Queen) Perche' e' proprio come Mostar, dove sono arrivato oggi, un bel miscuglio tra occiedente e mondo arabo! Cominciamo dall'inizio: colazione nel panificio vicino all'hotel di Metkovic (in verita' 8 km prima di Metkovic) e cappuccino al bar del cugino del mio couchsurfer, e quindi si ricomicia a pedalare! Dopo un paio di km sono gia' in territorio bosniaco, lascio la mia amata pianura (detta anche mandarinoland, vista la quantita' di mandarini) e ricomincio ad andare su e giu' per le colline/montagne, brulle e mica tanto belle, con un forte vento contro... Ma tanto la tappa e' corta e sono solo 30 i km che mi dividono dal primo stop, Medjugorie! Beh, delusione cocente, non e' proprio quello che mi aspettavo, tutto sa di falso, tutto e' commercializzato, e quindi ci sono stato gran poco, anche se stava cominciando giusto la messa in italiano. E allora di nuovo su e giu' per altri 35 km ed ecco che dopo una super discesa arrivo finalmente a Mostar, e subito le cime dei minareti e le moschee mi accolgono. Mi fiondo a capofitto verso la citta' vecchia: bellissimo il ponte vecchio e tutta la cornice di case antiche, i vari negozietti e l'atmosfera del luogo. Ah, si vedono ancora i danni della guerra, con palazzi in rovina ormai dichiarati monumenti nazionali. Alle 3 poi mi sono incontrato con il mio couchsurfer, Andrija, che mi accoglie affettuosamente (ero il suo primo ospite!), mi porta a casa di sua morosa Matea e quindi a casa sua. Bella serata passata in compagnia con lui, la sua ragazza e vari amici e coinquilini, grande abbuffata e poi un paio di orette a divertirci con i palloncini, in un'atmosfera fumante (sti bosniaci fumano peggio dei turchi!): infine un paio di birrette ad un blues bar a concludere degnamente la serata, anche se un po' troppo tardi per i miei gusti ciclistici! Hasta luego!
Cronometro ancora rotto...
http://www.youtube.com/watch?v=Oq6OoPB5FIM
Perche' questa canzone? (la mitica Mustapha dei Queen) Perche' e' proprio come Mostar, dove sono arrivato oggi, un bel miscuglio tra occiedente e mondo arabo! Cominciamo dall'inizio: colazione nel panificio vicino all'hotel di Metkovic (in verita' 8 km prima di Metkovic) e cappuccino al bar del cugino del mio couchsurfer, e quindi si ricomicia a pedalare! Dopo un paio di km sono gia' in territorio bosniaco, lascio la mia amata pianura (detta anche mandarinoland, vista la quantita' di mandarini) e ricomincio ad andare su e giu' per le colline/montagne, brulle e mica tanto belle, con un forte vento contro... Ma tanto la tappa e' corta e sono solo 30 i km che mi dividono dal primo stop, Medjugorie! Beh, delusione cocente, non e' proprio quello che mi aspettavo, tutto sa di falso, tutto e' commercializzato, e quindi ci sono stato gran poco, anche se stava cominciando giusto la messa in italiano. E allora di nuovo su e giu' per altri 35 km ed ecco che dopo una super discesa arrivo finalmente a Mostar, e subito le cime dei minareti e le moschee mi accolgono. Mi fiondo a capofitto verso la citta' vecchia: bellissimo il ponte vecchio e tutta la cornice di case antiche, i vari negozietti e l'atmosfera del luogo. Ah, si vedono ancora i danni della guerra, con palazzi in rovina ormai dichiarati monumenti nazionali. Alle 3 poi mi sono incontrato con il mio couchsurfer, Andrija, che mi accoglie affettuosamente (ero il suo primo ospite!), mi porta a casa di sua morosa Matea e quindi a casa sua. Bella serata passata in compagnia con lui, la sua ragazza e vari amici e coinquilini, grande abbuffata e poi un paio di orette a divertirci con i palloncini, in un'atmosfera fumante (sti bosniaci fumano peggio dei turchi!): infine un paio di birrette ad un blues bar a concludere degnamente la serata, anche se un po' troppo tardi per i miei gusti ciclistici! Hasta luego!
lunedì 14 novembre 2011
8a tappa: The Neverending Story
Split - Metkovic
Distanza: ????
Media: ????
Durata: ????
http://www.youtube.com/watch?v=MccmHwA-c4U
Tappa infinita. Allora, la giornata e' cominciata bene, anche se abbastanza presto per prendere la nave per Hvar, con una deliziosa colazione con il miglior miele che io abbia mai mangiato! Mamma mia che delizia! Beh, ferry alle 8:30, sono arrivato sparato dalle colline di Split verso il porto, e navigazione durata quasi due ore, con arrivo a Stari Grad, sull'isola di Hvar: alle 3 dovevo essere dall'altra parte dell'isola, per prendere l'altro traghetto che mi avrebbe riportato sul continente. E qua cominciano i problemi... Ecco, il piu' brutto e' che il contachilometri non funziona piu'. Terribile, Katastrof! Il mio fido compagno, che mi diceva tutto, la media e la distanza, e adesso sono all'oscuro di tutto! Devo fare affidamento solo sulle mappe e quello che mi dicono i cartelli, che sono spesso bugiardi... Vabbe', ho speso un po' di tempo a cercare una pila a Stari Grad (non potevo andare a Hvar citta', anche se e' bella, perche' avrei speso troppo tempo) ma non c'hanno un tubo li, meno che meno a novembre. Beh comunque ho cominciato a pedalere per l'isola abbastanza tardi, e visto che dovevo fare 62 km dovevo fare abbastanza velocemente: Hvar e' bellissima, a parte che c'era pochissima gente, ho attraversato campi con ulivi, lavanda, rosmarino, fichi, villaggi arroccati sulle montagne (e spesso mezzo abbandonati) o adagiati vicino alla costa, un mare stupendo, boschi incantevoli, sole, niente nuvole e una bella temperatura! Figata! Peccato che la strada era SEMPRE su e giu', piu' su che giu', e cio' era grave, visto che ero di super fretta... Tra l'altro, tutti i Pekara (panifici, almeno mi sembra si dica cosi') erano chiusi, e non capivo perche'... Ci sono arrivato dopo che era domenica... Beh, visto che ero di fretta, ho pure bucato, e quindi perdi tempo a smontare, gonfiare, rimontare, e li si che me la sono vista brutta, rischiavo di perdere il traghetto... Ma, grazie alla super velocita' che ho acquistito, sono riuscito ad arrivare all'altra parte dell'isola alle 14:30 e quindi ad imbarcarmi in tempo. Dal continente, arrivato alle 15:30, dovevo arrivare a Metkovic, a piu' o meno 45-50-55 km, chi lo sa? E cio' vuol dire che sarei andato incontro all'oscurita'... Ed infatti, dopo la solita sfacchinata su e giu' per la costa, sono arrivato incredibilmente ad una pianura!!! La prima volta che la vedo in Croazia! E' che c'e' un fiume li, e quindi dove c'e' fiume c'e' pianura! E ho trovato pure un panificio aperto, e quindi giu' a mangiare krafen! Ma a complicare le cose ecco che arriva il vento, la Bora! Che soffia da Mostar, e quindi ce l'avevo contro, ed ecco arrivare l'oscurita', quindi mi sono ritrovato a pedalare per 45 minuti col buio... che bello! Tra l'altro, il couchsurfer di Metkovic mi ha risposto proprio quando avevo perso ogni speranza, dicendomi che ci saremo incontrati nel bar di suo cugino... E la lo incontrai, ed assieme ad alcuni amici abbiamo fatto una gran bevuta, 4-5 birrette aggratis, con il cugino di Bronimir (il mio couchsurfer) che era tifoso di Alvaro Recoba (grande!) e un'altro che amava Totti, quindi siamo rimasti tre ore a parlare di un saccco di cose e divertirci. Visto che Bronimir (fratello di Aragorn) non poteva ospitarmi, ecco che mi hanno trovato un hotel, abbassandomi notevolmente il prezzo, e li ho infine dormito dopo una super doccia calda di tipo mezz'ora. Fine della giornata, lunghissima! Hasta luego!
Distanza: ????
Media: ????
Durata: ????
http://www.youtube.com/watch?v=MccmHwA-c4U
Tappa infinita. Allora, la giornata e' cominciata bene, anche se abbastanza presto per prendere la nave per Hvar, con una deliziosa colazione con il miglior miele che io abbia mai mangiato! Mamma mia che delizia! Beh, ferry alle 8:30, sono arrivato sparato dalle colline di Split verso il porto, e navigazione durata quasi due ore, con arrivo a Stari Grad, sull'isola di Hvar: alle 3 dovevo essere dall'altra parte dell'isola, per prendere l'altro traghetto che mi avrebbe riportato sul continente. E qua cominciano i problemi... Ecco, il piu' brutto e' che il contachilometri non funziona piu'. Terribile, Katastrof! Il mio fido compagno, che mi diceva tutto, la media e la distanza, e adesso sono all'oscuro di tutto! Devo fare affidamento solo sulle mappe e quello che mi dicono i cartelli, che sono spesso bugiardi... Vabbe', ho speso un po' di tempo a cercare una pila a Stari Grad (non potevo andare a Hvar citta', anche se e' bella, perche' avrei speso troppo tempo) ma non c'hanno un tubo li, meno che meno a novembre. Beh comunque ho cominciato a pedalere per l'isola abbastanza tardi, e visto che dovevo fare 62 km dovevo fare abbastanza velocemente: Hvar e' bellissima, a parte che c'era pochissima gente, ho attraversato campi con ulivi, lavanda, rosmarino, fichi, villaggi arroccati sulle montagne (e spesso mezzo abbandonati) o adagiati vicino alla costa, un mare stupendo, boschi incantevoli, sole, niente nuvole e una bella temperatura! Figata! Peccato che la strada era SEMPRE su e giu', piu' su che giu', e cio' era grave, visto che ero di super fretta... Tra l'altro, tutti i Pekara (panifici, almeno mi sembra si dica cosi') erano chiusi, e non capivo perche'... Ci sono arrivato dopo che era domenica... Beh, visto che ero di fretta, ho pure bucato, e quindi perdi tempo a smontare, gonfiare, rimontare, e li si che me la sono vista brutta, rischiavo di perdere il traghetto... Ma, grazie alla super velocita' che ho acquistito, sono riuscito ad arrivare all'altra parte dell'isola alle 14:30 e quindi ad imbarcarmi in tempo. Dal continente, arrivato alle 15:30, dovevo arrivare a Metkovic, a piu' o meno 45-50-55 km, chi lo sa? E cio' vuol dire che sarei andato incontro all'oscurita'... Ed infatti, dopo la solita sfacchinata su e giu' per la costa, sono arrivato incredibilmente ad una pianura!!! La prima volta che la vedo in Croazia! E' che c'e' un fiume li, e quindi dove c'e' fiume c'e' pianura! E ho trovato pure un panificio aperto, e quindi giu' a mangiare krafen! Ma a complicare le cose ecco che arriva il vento, la Bora! Che soffia da Mostar, e quindi ce l'avevo contro, ed ecco arrivare l'oscurita', quindi mi sono ritrovato a pedalare per 45 minuti col buio... che bello! Tra l'altro, il couchsurfer di Metkovic mi ha risposto proprio quando avevo perso ogni speranza, dicendomi che ci saremo incontrati nel bar di suo cugino... E la lo incontrai, ed assieme ad alcuni amici abbiamo fatto una gran bevuta, 4-5 birrette aggratis, con il cugino di Bronimir (il mio couchsurfer) che era tifoso di Alvaro Recoba (grande!) e un'altro che amava Totti, quindi siamo rimasti tre ore a parlare di un saccco di cose e divertirci. Visto che Bronimir (fratello di Aragorn) non poteva ospitarmi, ecco che mi hanno trovato un hotel, abbassandomi notevolmente il prezzo, e li ho infine dormito dopo una super doccia calda di tipo mezz'ora. Fine della giornata, lunghissima! Hasta luego!
sabato 12 novembre 2011
7a tappa: Verso oriente!
Primosten - Split
Distanza: 73 km (contando anche quelli a Trogir, Salona e Split)
Durata: addirittura 4 ore e 37 minuti (falsati)
Media: ridicola e falsata 15,9
http://www.youtube.com/watch?v=nwkWLA4K81g
Verso oriente, infatti oggi sono andato ad est, verso Spalato. Tappa breve, accorciata grazie ai km fatti in piu' ieri: la giornata e' stata per lo piu' da turista, visto che ho toccato le belle localita' di Trogir, Salona e Spalato. Che dire, e' aumentato il vento, speriamo che domani non sia forte, anche perche' saro' su un isola e quindi non saro' coperto dalle montagne. La prima cittadina visitata e' Trogir, bellissima: si tratta di un isolotto piccolo piccolo collegato alla terraferma da un ponticello di pochi metri, e collegato ad un'altra isola da un altro ponte, un po' piu' lungo. Su questo isolotto hanno costruito una cittadina superbella, dalle viuzze strette e una bella cattedrale, un castello e le solite influenze veneziane (anche se dicono che Trogir sia stata fondata dai greci). La tappa successiva e' stata Salona, un tempo la citta' romana principale della zona, con un'anfiteatro ed un teatro, cinque km da Spalato, sulla terraferma e sotto una montagna: e' la zona archeologica romana piu' grande al di fuori dell'Italia (mi pare), comunque carina ed interessante. E' stata poi abbandonata con la disgregazione dell'impero romano e l'arrivo dei babbbbbari, con la popolazione che si e' trasferita a Spalato. Dove? Ma nel mitico palazzo di Diocleziano, enorme, una specie di cittadella, fatto costruire perche' voleva che fosse la sua residenza dopo aver abdicato. Veramente stupendo, meritata la segnalazione dell'UNESCO. A meta' pomeriggio mi son poi incontrato con Mladen, il mio couchsurfer, e l'altra ospite, Kerry, una simpatica canadese in viaggio da solo nove mesi... Hasta luego!
Appunti di viaggio:
- in Croazia non esistono le fontanelle e si muore di sete;
- la Croazia va sempre su e giu' e non esistono le pianure;
- i krafen sfamano e costano poco, ma sono super unti;
- W il Cedevita (bevanda non alcolica), vero Vese??;
- tanti croati non sanno raccogliere le olive (e ce ne sono tanti di alberi...), perche' non mettono la rete sotto e le raccolgono con le mani e le mettono direttamente nel secchio (eeeeh io ho una lunga esperienza da raccoglitore!)
Distanza: 73 km (contando anche quelli a Trogir, Salona e Split)
Durata: addirittura 4 ore e 37 minuti (falsati)
Media: ridicola e falsata 15,9
http://www.youtube.com/watch?v=nwkWLA4K81g
Verso oriente, infatti oggi sono andato ad est, verso Spalato. Tappa breve, accorciata grazie ai km fatti in piu' ieri: la giornata e' stata per lo piu' da turista, visto che ho toccato le belle localita' di Trogir, Salona e Spalato. Che dire, e' aumentato il vento, speriamo che domani non sia forte, anche perche' saro' su un isola e quindi non saro' coperto dalle montagne. La prima cittadina visitata e' Trogir, bellissima: si tratta di un isolotto piccolo piccolo collegato alla terraferma da un ponticello di pochi metri, e collegato ad un'altra isola da un altro ponte, un po' piu' lungo. Su questo isolotto hanno costruito una cittadina superbella, dalle viuzze strette e una bella cattedrale, un castello e le solite influenze veneziane (anche se dicono che Trogir sia stata fondata dai greci). La tappa successiva e' stata Salona, un tempo la citta' romana principale della zona, con un'anfiteatro ed un teatro, cinque km da Spalato, sulla terraferma e sotto una montagna: e' la zona archeologica romana piu' grande al di fuori dell'Italia (mi pare), comunque carina ed interessante. E' stata poi abbandonata con la disgregazione dell'impero romano e l'arrivo dei babbbbbari, con la popolazione che si e' trasferita a Spalato. Dove? Ma nel mitico palazzo di Diocleziano, enorme, una specie di cittadella, fatto costruire perche' voleva che fosse la sua residenza dopo aver abdicato. Veramente stupendo, meritata la segnalazione dell'UNESCO. A meta' pomeriggio mi son poi incontrato con Mladen, il mio couchsurfer, e l'altra ospite, Kerry, una simpatica canadese in viaggio da solo nove mesi... Hasta luego!
Appunti di viaggio:
- in Croazia non esistono le fontanelle e si muore di sete;
- la Croazia va sempre su e giu' e non esistono le pianure;
- i krafen sfamano e costano poco, ma sono super unti;
- W il Cedevita (bevanda non alcolica), vero Vese??;
- tanti croati non sanno raccogliere le olive (e ce ne sono tanti di alberi...), perche' non mettono la rete sotto e le raccolgono con le mani e le mettono direttamente nel secchio (eeeeh io ho una lunga esperienza da raccoglitore!)
6a tappa: Born again!
Zadar - Primosten
Distanza: 106 km (compresi i giretti per Sibenik e Primosten)
Durata: 5 ore e 5 minuti
Media: 20,8, ma non conta, ho perso tempo a visitare a passo di lumaca per le cittadine
http://www.youtube.com/watch?v=EpWrqDHLKoA
Born again, perche' ormai davo per spacciato il mio cellulare (il mitico indistruttibile con i tasti ormai dispersi), che si era bagnato la seconda tappa e non funzionava piu', e stamattina per pieta' l'ho riacceso e funzionava!!! Bene, sono quindi partito con questa lieta notizia, salutato Eve, che partiva a Venezia (!), e ho attraversato tutta Zader a piedi con Francois, una bella ora e mezza, e poi l'ho salutato... Prima parte di viaggio molto bella, nel senso che superavo i 30 senza problemi, ero una sgheggia, e sono arrivato a Sibenik in poco tempo: la citta' e' molto carina, tutta su e giu', con viuzze strette e piena di gradini, quindi una meraviglia con la bici! Porco cane mi ha fermato pure un tipo che voleva vendermi una camera, e poi mi ha proposto di andare a letto con lui! Ma e' fuori? Intanto hey tu porco levami gli occhi di dosso, e poi sarebbe lui che dovrebbe pagarmi, e poi comunque e' un lui, se fosse stata una croata magari un pensierino lo avrei fatto (a proposito, tutte molto carine, cioe' non tutte ma gran parte). In teoria dovevo fermarmi a dormire a Sibenik, ma per alleggerire la tappa successiva, e visto che non ero per niente stanco, ho deciso di continuare fino Primosten, villaggio sulla costa piccolino ma grazioso, dove ho soggiornato in un bell'appartamento con cucina addirittura, cosi' mi sono preparato una super pasta che e' servita anche per la colazione del giorno dopo... Hasta luego!
Distanza: 106 km (compresi i giretti per Sibenik e Primosten)
Durata: 5 ore e 5 minuti
Media: 20,8, ma non conta, ho perso tempo a visitare a passo di lumaca per le cittadine
http://www.youtube.com/watch?v=EpWrqDHLKoA
Born again, perche' ormai davo per spacciato il mio cellulare (il mitico indistruttibile con i tasti ormai dispersi), che si era bagnato la seconda tappa e non funzionava piu', e stamattina per pieta' l'ho riacceso e funzionava!!! Bene, sono quindi partito con questa lieta notizia, salutato Eve, che partiva a Venezia (!), e ho attraversato tutta Zader a piedi con Francois, una bella ora e mezza, e poi l'ho salutato... Prima parte di viaggio molto bella, nel senso che superavo i 30 senza problemi, ero una sgheggia, e sono arrivato a Sibenik in poco tempo: la citta' e' molto carina, tutta su e giu', con viuzze strette e piena di gradini, quindi una meraviglia con la bici! Porco cane mi ha fermato pure un tipo che voleva vendermi una camera, e poi mi ha proposto di andare a letto con lui! Ma e' fuori? Intanto hey tu porco levami gli occhi di dosso, e poi sarebbe lui che dovrebbe pagarmi, e poi comunque e' un lui, se fosse stata una croata magari un pensierino lo avrei fatto (a proposito, tutte molto carine, cioe' non tutte ma gran parte). In teoria dovevo fermarmi a dormire a Sibenik, ma per alleggerire la tappa successiva, e visto che non ero per niente stanco, ho deciso di continuare fino Primosten, villaggio sulla costa piccolino ma grazioso, dove ho soggiornato in un bell'appartamento con cucina addirittura, cosi' mi sono preparato una super pasta che e' servita anche per la colazione del giorno dopo... Hasta luego!
5a tappa: How far Jerusalem!
Karlobag - Zadar
Distanza: 92 km (compresi i giri per la citta')
Durata: 3 ore e 55
Media: 23,4
http://www.youtube.com/watch?v=DFbHyp4O0gY
How far Jerusalem? E perche'? Perche' dopo qualche km di strada da Karlobag ho incontrato un viaggiatore camminatore col bastone, e quindi non potevo fermarmi! Ed ecco che ho conosciuto Francois, francese di Mentone, vicino all'italia (e quindi parlava italiano), che aveva dormito la notte prima nella stessa casa abbandonata di Andy (!!!) e adesso proseguiva per il cammino: destinazione finale Gerusalemme, o almeno Costantinopoli (ahahah facciamo i vecchi...). L'ho accompagnato per una mezzoretta e gli ho detto che andavo a dormire a Zadar da una couchsurfer, lasciandogli il contatto, che magari avrebbe utilizzato nei prossimi giorni, visto che di km al giorno ne camminava circa 35... Bon, l'ho lasciato, e mi son diretto a Zara, proprio lei, quella della famosa Z!!! Beh, proprio carina come citta', notevole l'influsso veneziano... Molto piu' bella di Fiume. Poi mi sono incontrato con Eve, la ragazza lituana che mi ospitava (proprio gentile e carina) e quindi sono andato a fare la spesa con lei (per prepararle risotto con i funghi!) e chi mi chiama?? Francois! Che era gia' a Zadar per un gran colpo di fortuna, visto che l'hanno tirato su con l'autostop... E allora serata a tre, a raccontarci storie e divertirci anche con i palloncini! Ottima giornata! Hasta luego!!!
Distanza: 92 km (compresi i giri per la citta')
Durata: 3 ore e 55
Media: 23,4
http://www.youtube.com/watch?v=DFbHyp4O0gY
How far Jerusalem? E perche'? Perche' dopo qualche km di strada da Karlobag ho incontrato un viaggiatore camminatore col bastone, e quindi non potevo fermarmi! Ed ecco che ho conosciuto Francois, francese di Mentone, vicino all'italia (e quindi parlava italiano), che aveva dormito la notte prima nella stessa casa abbandonata di Andy (!!!) e adesso proseguiva per il cammino: destinazione finale Gerusalemme, o almeno Costantinopoli (ahahah facciamo i vecchi...). L'ho accompagnato per una mezzoretta e gli ho detto che andavo a dormire a Zadar da una couchsurfer, lasciandogli il contatto, che magari avrebbe utilizzato nei prossimi giorni, visto che di km al giorno ne camminava circa 35... Bon, l'ho lasciato, e mi son diretto a Zara, proprio lei, quella della famosa Z!!! Beh, proprio carina come citta', notevole l'influsso veneziano... Molto piu' bella di Fiume. Poi mi sono incontrato con Eve, la ragazza lituana che mi ospitava (proprio gentile e carina) e quindi sono andato a fare la spesa con lei (per prepararle risotto con i funghi!) e chi mi chiama?? Francois! Che era gia' a Zadar per un gran colpo di fortuna, visto che l'hanno tirato su con l'autostop... E allora serata a tre, a raccontarci storie e divertirci anche con i palloncini! Ottima giornata! Hasta luego!!!
venerdì 11 novembre 2011
4a Tappa: Hard Sun!
Rjieka - Karlobag
Distanza: 134,5 km
Media: 22,7
Durata: 5 ore e 55 minuti
http://www.youtube.com/watch?v=fvYLZ-aLSXE
Hard sun, perche' la tappa, un po' hard, era sotto un bel sole! Beh, la gamba ha ripreso a funzionare come Dio comanda, e quindi i primi 60 km fino a Sanj sono stati rapidi ed indolori... Certo, un continuo saliscendi leggero ma niente di che: tra l'altro ero preoccupato per Sanj perche' e' una delle citta' della bora, e non c'era vento! Il problema e' venuto dopo, perche' fino a Karlobag ci sono i restanti km di DESERTO in mezzo alle montagne, si arriva fino a 600 metri penso, e poi continua ad andare su e giu'... Non c'era proprio un tubo, non un villaggio, alberi pochi, paesaggio brullo, ma veramente bello, montagne e costa, isole e sole! Ho visto un bar in 70 km, e mi sorpassavan 2 macchine ogni 10 minuti! A Karlobag, infine, ho alloggiato da una signora per 100 kune con colazione (ho dovuto trattare) e ho conosciuto il mitico Andy, neozelandese che e' da aprile che viaggia con la bici, lui veniva da sud, ma ha cominciato da Madrid, ha fatto la Scandinavia ed un sacco di altri giri ed adesso andava in Marocco... E ha alloggiato in una casa abbandonata ahahah, e poi dicono che io faccio le cose matte! Comunque tappa bella, mi sono proprio divertito sotto il sole, peccato per la doccia decisamente fredda, ma e' stata compensata da una buona birretta con Andy e una dormita colossale dalle 21:30 alle 7 e mezza del giorno dopo... Hasta luego!
Distanza: 134,5 km
Media: 22,7
Durata: 5 ore e 55 minuti
http://www.youtube.com/watch?v=fvYLZ-aLSXE
Hard sun, perche' la tappa, un po' hard, era sotto un bel sole! Beh, la gamba ha ripreso a funzionare come Dio comanda, e quindi i primi 60 km fino a Sanj sono stati rapidi ed indolori... Certo, un continuo saliscendi leggero ma niente di che: tra l'altro ero preoccupato per Sanj perche' e' una delle citta' della bora, e non c'era vento! Il problema e' venuto dopo, perche' fino a Karlobag ci sono i restanti km di DESERTO in mezzo alle montagne, si arriva fino a 600 metri penso, e poi continua ad andare su e giu'... Non c'era proprio un tubo, non un villaggio, alberi pochi, paesaggio brullo, ma veramente bello, montagne e costa, isole e sole! Ho visto un bar in 70 km, e mi sorpassavan 2 macchine ogni 10 minuti! A Karlobag, infine, ho alloggiato da una signora per 100 kune con colazione (ho dovuto trattare) e ho conosciuto il mitico Andy, neozelandese che e' da aprile che viaggia con la bici, lui veniva da sud, ma ha cominciato da Madrid, ha fatto la Scandinavia ed un sacco di altri giri ed adesso andava in Marocco... E ha alloggiato in una casa abbandonata ahahah, e poi dicono che io faccio le cose matte! Comunque tappa bella, mi sono proprio divertito sotto il sole, peccato per la doccia decisamente fredda, ma e' stata compensata da una buona birretta con Andy e una dormita colossale dalle 21:30 alle 7 e mezza del giorno dopo... Hasta luego!
mercoledì 9 novembre 2011
3a Tappa: The Forest Of Unicorn!
Trieste - Rjieka
Distanza: 100 km effettivi, ma in verita' erano 75, gli altri 25 li ho passati girovagando per la citta'
Ore: Boh!
Media: Boh!
Tappa montuosa, con altitudine massima sui 650 metri, e poi sempre su e giu'
www.youtube.com/watch?v=XICdeUlTmQ4
The Forest of unicorn... beh gli unicorni non c'erano ma un sacco di altri animali si! Ho visto anche un capriolo morto, povero piccolo! Bellissima la tappa, in mezzo ai boschi sloveni e croati, su un altopiano che andava sempre su e giu'... Subito dopo aver lasciato la casa di Marta (con ricca colazione!), la strada ha cominciato a salire sin da subito, per Badovizza (famosa per le foibe) e poi Slovenia. Bei paesaggi e bella atmosfera, me la sono presa proprio comoda per assaporarmi il tutto. Peccato per il controllore nella frontiera croata, freddo come pochi, gli avrei buttato il passaporto in faccia! Poi grande discesa fino a Fiume e lunghissima attesa per incontrarmi con il mio couchsurfer: ora di incontro ore 21 a casa sua! Praticamente mi sono esplorato Fiume, tutti gli angoli ormai li conosco, anche il bel castello che non conoscevo. Ah, la sua casa era ovviamente in cima alla collina, tipo delle Torricelle piu' alte, che balle arrivare fin lassu', pero' almeno c'era un bel panorama! Domani (in verita' oggi, visto che sto scrivendo di sera e sto parlando della tappa di ieri) a Karlobag, chissa' come sara' la tappa! (in verita' lo so, ma ve lo diro' domani!!!).
Hasta luego!
Distanza: 100 km effettivi, ma in verita' erano 75, gli altri 25 li ho passati girovagando per la citta'
Ore: Boh!
Media: Boh!
Tappa montuosa, con altitudine massima sui 650 metri, e poi sempre su e giu'
www.youtube.com/watch?v=XICdeUlTmQ4
The Forest of unicorn... beh gli unicorni non c'erano ma un sacco di altri animali si! Ho visto anche un capriolo morto, povero piccolo! Bellissima la tappa, in mezzo ai boschi sloveni e croati, su un altopiano che andava sempre su e giu'... Subito dopo aver lasciato la casa di Marta (con ricca colazione!), la strada ha cominciato a salire sin da subito, per Badovizza (famosa per le foibe) e poi Slovenia. Bei paesaggi e bella atmosfera, me la sono presa proprio comoda per assaporarmi il tutto. Peccato per il controllore nella frontiera croata, freddo come pochi, gli avrei buttato il passaporto in faccia! Poi grande discesa fino a Fiume e lunghissima attesa per incontrarmi con il mio couchsurfer: ora di incontro ore 21 a casa sua! Praticamente mi sono esplorato Fiume, tutti gli angoli ormai li conosco, anche il bel castello che non conoscevo. Ah, la sua casa era ovviamente in cima alla collina, tipo delle Torricelle piu' alte, che balle arrivare fin lassu', pero' almeno c'era un bel panorama! Domani (in verita' oggi, visto che sto scrivendo di sera e sto parlando della tappa di ieri) a Karlobag, chissa' come sara' la tappa! (in verita' lo so, ma ve lo diro' domani!!!).
Hasta luego!
martedì 8 novembre 2011
Seconda tappa: Wind Of Change!
Mestre - Trieste
Distanza: 158,5 km
Durata: 6 ore e 55 minuti
Media: ridicola, 22,8 piu' o meno...
Tappa pianeggiante con salitine sul finale
www.youtube.com/watch?v=n4RjJKxsamQ
Wind of Change... Perche' sono partito con il sole (evviva!), ma con il vento, ma tutto cio' e' cambiato dopo un ora e cinquanta, trovandomi sotto ad una graziosa tempesta acquatica e delle leggere brezze borali che hanno non poco disturbato il mio viaggio... Tra l'altro cominciato in ritardo, dovevo svegliarmi alle sette e mezza e puff! Alle nove son sceso dal letto... e quindi tutto di corsa, una lotta contro il tempo e l'oscurita' delle cinque del pomeriggio... Sono arrivato proprio a pelo, con il buio che incombeva su di me, poi c'ho messo mezz'ora per trovare la casa di Marta, la mitica amica di Dario che mi ospitava (lei e i suoi mille fratelli, sorelle e genitori). Comunque, la seconda meta' di tappa e' migliorata, il vento e' calato e c'era pure qualche raggio di sole! Infine grande abbuffata a casa di Marta e la sua famiglia, tutti gentilissimi... ed anche questa e' finita! La tappa piu' lunga del tour e' terminata, domani mi spetta la movimentata Trieste - Fiume, 75 km su e giu', fino a 600 metri... Hasta pronto e hasta la victoria!
Distanza: 158,5 km
Durata: 6 ore e 55 minuti
Media: ridicola, 22,8 piu' o meno...
Tappa pianeggiante con salitine sul finale
www.youtube.com/watch?v=n4RjJKxsamQ
Wind of Change... Perche' sono partito con il sole (evviva!), ma con il vento, ma tutto cio' e' cambiato dopo un ora e cinquanta, trovandomi sotto ad una graziosa tempesta acquatica e delle leggere brezze borali che hanno non poco disturbato il mio viaggio... Tra l'altro cominciato in ritardo, dovevo svegliarmi alle sette e mezza e puff! Alle nove son sceso dal letto... e quindi tutto di corsa, una lotta contro il tempo e l'oscurita' delle cinque del pomeriggio... Sono arrivato proprio a pelo, con il buio che incombeva su di me, poi c'ho messo mezz'ora per trovare la casa di Marta, la mitica amica di Dario che mi ospitava (lei e i suoi mille fratelli, sorelle e genitori). Comunque, la seconda meta' di tappa e' migliorata, il vento e' calato e c'era pure qualche raggio di sole! Infine grande abbuffata a casa di Marta e la sua famiglia, tutti gentilissimi... ed anche questa e' finita! La tappa piu' lunga del tour e' terminata, domani mi spetta la movimentata Trieste - Fiume, 75 km su e giu', fino a 600 metri... Hasta pronto e hasta la victoria!
domenica 6 novembre 2011
1 tappa: Have you ever seen the rain
San Martino Buon Albergo - Mestre: 115 km
Media: vergognosamente 22,1
Tempo: 5 ore e 15 minuti
Have you ever seen the rain? Così oggi i Creedence Clearwater Revival si rivolgevano a me sbeffeggiandosi della mia giornata... Abbastanza umida direi, quattro ore e mezza di acqua e quattro di vento, contro ovviamente... però era scirocco ed era caldo, che consolazione!
Tappa piatta, massima altitudine 5 metri di cavalcavia, che ha attraversato ridenti paeselli quali Piazzola sul Brenta e Mirano, dove si svolge il Zugo de l'oca (tra l'altro Mirano è gemellata con Tirana... a quando Lurano?).
Arrivato con l'oscurità, te e tortina a casa di Nicola del mitico B & B di Via Cappucina e poi serata passata a casa dello zio Gigi, a mangiare porchetta, coniglio, pollo, verdurine e torta, che mi ha rifocillato per bene, ora non mi resta che sperare che domani il Dio della Pioggia vada in vacanza assieme al Dio del Vento!
Hasta pronto, a Trieste!!!
Veni, vidi, vici! Si parte!
Ed è arrivato il giorno della partenza!
Fa un vento cane, ma io parto lo stesso... ovviamente il vento è contro... Oggi si va fino Mestre, almeno è una tappa breve, un centinaio di kilometri, spriamo che non cominci a piovere pure... Ma almeno parto bello carico, ieri sera grande concerto dei Virgin Steele, ma anche bravi i Praying Mantis, supermelodici, e degli Angel Witch... E adesso si parte!
WE CAME, WE SAW, WE CONQUERED YOU ALL!
WE CAME, WE SAW, WE LIVE BY THE SWORD!
www.youtube.com/watch?v=icmZXmApJpc
Ciaooooooo a tutti!
Fa un vento cane, ma io parto lo stesso... ovviamente il vento è contro... Oggi si va fino Mestre, almeno è una tappa breve, un centinaio di kilometri, spriamo che non cominci a piovere pure... Ma almeno parto bello carico, ieri sera grande concerto dei Virgin Steele, ma anche bravi i Praying Mantis, supermelodici, e degli Angel Witch... E adesso si parte!
WE CAME, WE SAW, WE CONQUERED YOU ALL!
WE CAME, WE SAW, WE LIVE BY THE SWORD!
www.youtube.com/watch?v=icmZXmApJpc
Ciaooooooo a tutti!
venerdì 4 novembre 2011
- 2!
Mancano solo due giorni alla partenza... Oggi è il giorno di preparazione delle borse, e ho pure comprato qualcosa di più pesante, incredibile ho speso dei soldi... Domani è il giorno dello Steel Fest, quindi niente allenamento, solo Virgin Steele, Angel Witch, Praying Mantis, Skanners e tanti altri gruppi fighi! Solo rock n roll il giorno prima del viaggio!
mercoledì 2 novembre 2011
Primo cambio tappa!
Tutto è mutevole... e anche le tappe! Infatti la prima tappa non finirà a San Donà di Piave, ma a Mestre... Il problema è che a San Donà non ho trovato nessuno che mi potesse ospitare aggratis, però a Mestre c'è lo zio Gigi, e quindi soggiorno là! Con la tappa di Trieste che si piglia 20 km in più...
Oggi penultimo allenamento fino ai 1000 metri di Velo Veronese, freddino a scendere eh, soprattutto quando non ci si mette lo spolverino per dimostrare al mondo che il freddo non può nulla contro di me... Freddo 1 - Io 0...
Oggi penultimo allenamento fino ai 1000 metri di Velo Veronese, freddino a scendere eh, soprattutto quando non ci si mette lo spolverino per dimostrare al mondo che il freddo non può nulla contro di me... Freddo 1 - Io 0...
martedì 1 novembre 2011
Tra poco comincia l'avventura
Eccomi qua, primo post del blog (e primo post in assoluto su un blog... che non ho mai avuto!).
Data l'enorme richiesta dei miei fan (e soprattutto delle mie fan), che vogliono seguire ogni mio singolo movimento, sono stato costretto a crearne uno, e quindi eccomi qua a svolgere questo dannato lavoro.
Il blog è nato come una prova più che altro, per un altro blog che dovrà nascere più in la, e anche per tenere informati tutti quelli che vogliono sapere dove mi recherò in bicicletta. Eh sì, perchè lo scopo principale del blog è quello di scrivere sul mio prossimo viaggio in bicicletta, il quinto "grande giro" della mia carriera da ciclista finto, ovvero la Verona - Albania in solitaria!
Giusto qualche kilometro di pedalata, appena un giro fuori di casa... 18 giorni su due ruote ed un sellino che spero mi sarà amico, più di duemila kilometri tra saliscendi, natura, mare e montagna e belle città, ma anche strade, macchine sfreccianti, pioggia, vento e fatica: ma è questo il bello!
Ed ecco a voi l'anteprima assoluta delle tappe:
01) Verona - San Donà di Piave: 150 km
02) San Donà di Piave - Trieste: 120 km
03) Trieste - Fiume: 80 km
04) Fiume - Karlobag: 130 km
05) Karlobag - Zara: 92 km
06) Zara - Sibenik: 74 km
07) Sibenik - Split: 100 km
08) Split - Hvar - Drvenk - Metkovic: 126 km
09) Metkovic - Medjugorie - Mostar: 73 km
10) Mostar - Dubrovnik: 142 km
11) Dubrovnik - Kotor: 85 km
12) Kotor - Shkoder: 140 km
13) Shkoder - Tirana: 140 km
14) Tirana - Berat: 140 km
15) Berat - Gjirokaster: 121 km
16) Gjirokaster - Buthorum - Saranda: 102 km
17) Saranda - Vlore: 135 km
18) Vlore - Durres: 128 km
Bello no? Attraverserò il nord est italiano, un pochino la Slovenia (ma proprio pochino!), tutta la costa dalmata in Croazia, per un paio di giorni sconfinerò in Bosnia, e per raggiungere l'Albania, dove starò più o meno una settimana, attraverserò anche il Montenegro.
Molti luoghi sono un'incognita, soldi diversi, lingua strana, strade in chissà che condizioni... ma è questo il bello di viaggiare!
E quindi ora si prepara la bicicletta, il lettore MP3 (insostituibile amico del viaggiatore solitario), ci si allena (ma mica tanto ultimamente) e si prega perchè il Dio della Pioggia e del Vento sia clemente per le prossime settimane. Quindi hasta luego, e al prossimo post!
Data l'enorme richiesta dei miei fan (e soprattutto delle mie fan), che vogliono seguire ogni mio singolo movimento, sono stato costretto a crearne uno, e quindi eccomi qua a svolgere questo dannato lavoro.
Il blog è nato come una prova più che altro, per un altro blog che dovrà nascere più in la, e anche per tenere informati tutti quelli che vogliono sapere dove mi recherò in bicicletta. Eh sì, perchè lo scopo principale del blog è quello di scrivere sul mio prossimo viaggio in bicicletta, il quinto "grande giro" della mia carriera da ciclista finto, ovvero la Verona - Albania in solitaria!
Giusto qualche kilometro di pedalata, appena un giro fuori di casa... 18 giorni su due ruote ed un sellino che spero mi sarà amico, più di duemila kilometri tra saliscendi, natura, mare e montagna e belle città, ma anche strade, macchine sfreccianti, pioggia, vento e fatica: ma è questo il bello!
Ed ecco a voi l'anteprima assoluta delle tappe:
01) Verona - San Donà di Piave: 150 km
02) San Donà di Piave - Trieste: 120 km
03) Trieste - Fiume: 80 km
04) Fiume - Karlobag: 130 km
05) Karlobag - Zara: 92 km
06) Zara - Sibenik: 74 km
07) Sibenik - Split: 100 km
08) Split - Hvar - Drvenk - Metkovic: 126 km
09) Metkovic - Medjugorie - Mostar: 73 km
10) Mostar - Dubrovnik: 142 km
11) Dubrovnik - Kotor: 85 km
12) Kotor - Shkoder: 140 km
13) Shkoder - Tirana: 140 km
14) Tirana - Berat: 140 km
15) Berat - Gjirokaster: 121 km
16) Gjirokaster - Buthorum - Saranda: 102 km
17) Saranda - Vlore: 135 km
18) Vlore - Durres: 128 km
Bello no? Attraverserò il nord est italiano, un pochino la Slovenia (ma proprio pochino!), tutta la costa dalmata in Croazia, per un paio di giorni sconfinerò in Bosnia, e per raggiungere l'Albania, dove starò più o meno una settimana, attraverserò anche il Montenegro.
Molti luoghi sono un'incognita, soldi diversi, lingua strana, strade in chissà che condizioni... ma è questo il bello di viaggiare!
E quindi ora si prepara la bicicletta, il lettore MP3 (insostituibile amico del viaggiatore solitario), ci si allena (ma mica tanto ultimamente) e si prega perchè il Dio della Pioggia e del Vento sia clemente per le prossime settimane. Quindi hasta luego, e al prossimo post!
Iscriviti a:
Commenti (Atom)